Home Cultura & Società Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

Gentili amici della poesia, vi comunichiamo che nei mesi estivi la rubrica Pane e Quotidiano avrà cadenza settimanale.

L’appuntamento è ogni mercoledì. Augurandovi buona estate vi invitiamo a continuare a respirare poesia!

La Redazione

^^^

Il 21 giugno 1906  nacque a Sciacca  Vincenzo Licata.

Quinto di tredici figli, dopo le scuole elementari proseguì gli studi, per pochi anni, presso l’istituto tecnico di Sciacca, che tuttavia, come egli stesso scrisse, frequentò svogliatamente, preferendo ai banchi scolastici le barche dei pescatori. Negli anni del primo dopoguerra, cominciò ad essere attratto dalle vicende spirituali del mondo, che scoprì dedicandosi ad assidu presso la biblioteca locale.

Da autodidatta si accostò a Victor Hugo, suo autore prediletto, ma lesse anche Joseph Conrad, Giovanni Verga, Ernest Hemingway e tanta poesia. Fu anche attore. L’incontro casuale con il regista Pietro Germi (a cui dedicò successivamente la lirica ‘A Pietro Germi’), gli permise di partecipare alla pellicola ‘Sedotta e abbandonata’, nella parte di Pasquale Profumo (1963).

Licata compose anche le parole del brano inserito nella colonna sonora (Vampata d’amuri). Partecipò, nel 1979, al film di Francesco Rosi ‘Cristo si è fermato a Eboli, nella parte di un emigrante napoletano tornato dall’America. Vincenzo Licata morì il 26 gennaio 1996, nella sua amata Sciacca.

La me frunti

A guardari sta frunti pari nu scoghiu
dunni ci rumpi l’unna di lu mari;
ci sù spaccazzi chini di curdoghiu
e patacchi di suli, tantu amari!
Putissi giudicalla, ma nun voghiu,
la cunsignu a li nostri marinari
chi a forza di bistemi e di prièri
fabricaru sti versi mei sinceri.

Sta frunti mia, chi sta supra la nasca,
nsuvarùta di sali e di burrasca.

La mia fronte

A guardarla questa fronte sembra uno scoglio

dove si rompe l’onda del mare;

ci sono spaccature piene di dolore

e macchie di sole, tanto amaro!

Potessi giudicarla , ma non voglio,

la consegno ai nostri marinari

che a forza di bestemmie e di preghiere

ispirarono questi versi miei sinceri.

Questa mia fronte, che sovrasta le narice,

impregnata di sale e di burrasca.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui