Cultura & Società I bambini di oggi

I bambini di oggi

Gli italiani fanno sempre meno figli.

La nuova generazione è una generazione di figli unici. Il tasso di natalità diminuisce ogni anno. L’età in cui gli sposini diventano genitori si alza continuamente.

Allo stesso tempo però i pochi bambini vengono viziati e stracoccolati. La casa viene completamente riempita dei giocattoli più stupidi.

Sono bambini informatizzati all’ennesima potenza. Passano molto tempo su TikTok. A pochi anni sono già dipendenti dei social media. Sono i cosiddetti bambini della generazione Alpha.

Per loro non c’è più differenza tra reale e virtuale, tra locale e globale, tra nazionale e mondiale. Secondo gli esperti svilupperanno un senso di appartenenza globale.

Saranno cittadini del mondo veramente. Molti pargoli oggi hanno un computer a casa su cui smanettare. Giocano alla playstation per ore, rimpinzandosi di merendine e cioccolate.

I bambini trascorrono più ore da soli davanti alla televisione che con i componenti della propria famiglia. Ricevono senza alcun filtro dosi ingenti di violenza.

Tutto ciò può renderli in futuro adulti anaffettivi e disumani. Per quanto riguarda il presente invece il problema è quello dell’emulazione. Sempre più bambini imitano con i compagni di giochi certi colpi dei lottatori di wrestling. Un rischio minore, ma pur sempre presente, è che considerino i luoghi comuni del talk-show delle verità inoppugnabili. Per festeggiare i compleanni i genitori non baderanno a spese.

Per la comunione parenti e amici regaleranno loro centinaia di oggetti, di cui il bambino non saprà mai che farsene. I bambini italiani nella maggior parte dei casi non capiscono assolutamente il senso di questo sacramento. Forse per capirlo bisognerebbe avere l’età della ragione.

Ma dopo ore di catechismo alla fine vengono ricompensati con giornate memorabili, in cui loro sono unicamente al centro dell’attenzione, vanno a mangiare al ristorante e ricevono tanti doni. Anche i figli degli atei, degli agnostici e degli anticlericali più accaniti vengono mandati al catechismo.

Nel nostro Paese tutti i bambini devono venir battezzati e ricevere tutti i sacramenti. “Non possiamo non dirci cristiani” scriveva Benedetto Croce. Niente di nuovo sotto il sole. Tutti gli italiani, indipendentemente che siano credenti o meno, vogliono ricevere tutti i sacramenti, sposarsi in chiesa ed avere il funerale in chiesa.

Se ciò non avviene è una sorta di disonore per la famiglia. Gli italiani hanno perso il senso del sacro di un tempo per via della secolarizzazione attuale, ma sono sempre migliaia le persone, che si accalcano per vedere le Madonne che lacrimano.

Anche io ho ricevuto i sacramenti e sono cristiano, ma riflettere di più sul nostro essere cristiani non guasterebbe ad onor del vero.

I bambini italici nel frattempo non giocano più in strada. Altre generazioni di bambini giocavano in strada. E’ aumentato esponenzialmente il traffico. Sono aumentati i pericoli. I genitori soffrono della psicosi del pedofilo. Gli adulti sono meno permissivi e se qualcuno si ritrova un vetro rotto di una casa per una pallonata probabilmente chiede i danni economici e morali ai genitori dei pargoli.

I genitori sono diventati tutti iperprotettivi. Regalare il cellulare al proprio figlio è ormai un modo per controllarlo. Tutti i bambini oggi sono facilmente reperibili. Sembra passato un secolo da quando si telefonava a gettoni. Non esplorano più la campagna.

Non fanno più capannini. Non vanno più a rubare negli orti dei pensionati. Sono ormai tutti precisini e perfettini. In compenso però vanno a scuola anche il pomeriggio e in certe parrocchie devono andare al catechismo accompagnati dai genitori o dai nonni. Inoltre fin dalla tenera età li mandano a studiare piano, a fare danza, calcio o tennis.

Una grande percentuale di bambini italiani gioca in una squadra di calcio. I padri italiani non sognano che il loro pargolo diventi un chirurgo o un professionista, ma che diventi un campione di calcio.

Per molti genitori è più importante che il loro figlio sia un goleador della squadra del rione piuttosto che abbia buoni voti scolastici. Se il figlio diventasse un campione strapagato tutta la famiglia potrebbe vivere di rendita. Ma le pregiudiziali dei genitori – ahimè – si scontrano con la dura e cruda realtà: solo pochi prescelti riusciranno ad entrare nelle giovanili di una squadra di serie A.

Il resto sarà costretto ad appendere le scarpe al chiodo oppure a finire la propria carriera calcistica tra le risse degli amatori in ingloriosi campetti di periferia

Ma in fondo Winston Churchill aveva detto in tempi non sospetti: “gli italiani perdono le guerre come se fossero delle partite di calcio, e le partite di calcio come se fossero delle guerre”. Tutti i sani principi morali che gli vengono inculcati a scuola e al catechismo sfiorano lo strato epidermico e si involano chissà dove.

Restano nelle loro menti vergini i messaggi dei persuasori occulti della pubblicità, i telequiz, le sparatorie delle mille squadre omicidi, gli squartamenti nei film dell’orrore, gli imbonitori delle piccole reti private (che promuovono di tutto: dalle diete dimagranti alle pentole a pressione, dai tappeti ai quadri), le immagini pornografiche trovate navigando in internet. I bambini di oggi rispetto a quelli di un tempo sono molto più curati. Se hanno un accenno di scoliosi vengono subito mandati a fare ginnastica correttiva.

Ma nonostante ciò aumentano tra le giovani leve i casi di obesità. Non tutti possiedono un metabolismo, che riesce a smaltire le merendine e i cibi iperproteici e ipercalorici.

Non tutti inoltre fanno un’adeguata attività fisica. Ma d’altronde l’obesità è uno degli aspetti caratterizzanti delle società del benessere.

Fin dalla tenera età i bambini vogliono andare a mangiare nei fast-food e i genitori naturalmente acconsentono perché al mondo d’oggi i genitori che dicono troppi no passano per essere pessimi genitori.

Così passando davanti ad una paninoteca non si vedono solo adolescenti, che trangugiano in fretta gli hamburger, ma anche intere famigliole, dedite a fare la fila per ordinare menù dai nomi bizzarri e improponibili e poi a ingozzarsi, stando attenti a non macchiarsi i vestiti con la maionese o il ketchup con cui riempiono quei panini.

Ma l’ambiente dei McDonald’s è accogliente ed accattivante per i bambini. In alcuni casi ci sono anche i palloncini. I giovani e le giovani, che lavorano con contratto a tempo determinato e spesso vessati dai loro superiori, li puoi chiamare per nome, perché tutti hanno il cartellino su cui è scritto come si chiamano. E poi le strutture sono moderne e colorate!!! Mica come certe scuole e certi ristoranti dall’aspetto così serioso ed austero!!!! Fin dalla tenera età i bambini vengono abituati a mangiare cibi surgelati e precotti.

Questi non sono solo i più pubblicizzati, ma anche i più economici e i più semplici da mettere in tavola. I genitori non hanno più il tempo né la voglia di cucinare cibi genuini, di far mangiare slow food i loro figli. E in molti casi anche se avessero tempo a disposizione non sanno più cucinare.

Le donne di oggi hanno messo al primo posto la carriera e si sono scordate l’arte della cucina casalinga, non sanno più essere massaie come le loro madri.

Nonostante ciò i bambini ingrassano e allora fin dai primissimi anni vengono messi a dieta. Non vi venga l’idea che io sia magro.

Anche io sono in sovrappeso. Ma quando scrivo cerco sempre di essere aderente alla realtà, di guardare in faccia la realtà.

Davide Morelli

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