Cina – Incidente al reattore nucleare di Taishan

Cina – Incidente al reattore nucleare di Taishan

Di Erasmo Venosi

Incidente al reattore nucleare – Ogni vicenda che riguarda la Cina viene consapevolmente o svuotata di importanza oppure scattano i meccanismi censori.

E’ successo con le repressioni dei dissidenti, con l’origine del coronavirus, e questo getta ombre di dubbio sul recente incidente al reattore nucleare di Taishan nella provincia del Guangdong.

L’Autorità cinese per l’energia atomica (CAEA) ha informato ieri l’AIEA che si è verificato un piccolo guasto al rivestimento del combustibile.

Difesa in profondità

Le centrali nucleari sono progettate con più sistemi di backup e diversi sistemi di sicurezza come parte di un approccio alla sicurezza, chiamato “difesa in profondità”.

Ciò significa che esistono più sistemi di sicurezza ridondanti progettati per prevenire qualsiasi rilascio radioattivo accidentale.

Inoltre, ci sono più barriere, tra cui il sistema di raffreddamento del reattore primario o il circuito primario e un edificio di contenimento singolo o doppio, che sono progettati per impedire qualsiasi rilascio radioattivo nell’ambiente.

Un aumento del livello di radioattività in un refrigerante del reattore primario è diverso da una perdita radioattiva.

Il circuito primario è all’interno del contenimento e sono presenti diverse ulteriori barriere,  per evitare rilasci di radioattività nell’ambiente.

Il numero di barre di combustibile in un reattore varia a seconda del design del reattore stesso.

Alcuni reattori potrebbero contenere fino a 60.000 barre di combustibile. 

In caso di guasto di un rivestimento di combustibile in una centrale nucleare, la radioattività del refrigerante primario del reattore aumenta.

Incidente al reattore nucleare La versione cinese

Ma finché rimane all’interno del normale intervallo di funzionamento, come previsto nelle specifiche tecniche, il reattore può continuare a funzionare in sicurezza.

I guasti al rivestimento del combustibile sono un evento noto e non raro nel funzionamento delle centrali nucleari.

Le centrali nucleari hanno procedure operative che consentono il monitoraggio continuo degli elementi di combustibile danneggiati e le operazioni possono continuare entro i parametri operativi di sicurezza predefiniti.

Sono disponibili strategie operative per ridurre al minimo l’impatto di un guasto al combustibile e, infine, se necessario, il reattore potrebbe essere spento in sicurezza prima che siano raggiunti i limiti delle specifiche tecniche.

Gli elementi di combustibile danneggiati sarebbero quindi stati ispezionati e sostituiti, e il reattore numero 1  sarebbe tornato in funzione.

Questa la versione dell’Autorità cinese per l’energia nucleare (CECA) la quale ha aggiunto che l’impianto è,  in condizioni normali e che la sicurezza operativa è garantita.

Secondo il monitoraggio in loco e una valutazione di esperti, gli indicatori di prestazione dell’unità, inclusa la radioattività del refrigerante del reattore primario, rimangono all’interno della gamma delle condizioni normali e delle specifiche tecniche.

Ha anche detto che il limite di pressione del sistema di raffreddamento dell’unità del reattore è intatto e che l’integrità del contenimento è mantenuta.

Il monitoraggio continuo delle radiazioni ambientali conferma, che non vi è stato alcun rilascio di radiazioni e che non vi è alcun problema ambientale.

Secondo gli USA invece c’è stato rilascio di gas radioattivi come xenon e kripton.

Comunicazione fatta dalla società francese Framatome proprietaria al 30% della centrale, che ha denunciato l’innalzamento dei limiti consentiti da parte delle autorità locali, delle radiazioni rilevati fuori dalla centrale.

Nella centrale di Taishan ci sono 2 reattori tipo EPR ( Evolutionary Power Reactor).

Reattori di terza generazione avanzati o plus. Hanno una potenza elettrica ognuno di 1600 MW.

Ennesimo incidente che dovrebbe zittire quanti come l’attuale ministro della transizione energetica.

Il quale pur riferendosi a reattori mini nucleari, comunque da 400 MW elettrici li vedrebbe come strumenti per contrastare il cambiamento climatico.

Ne riparleremo.

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