Poesia. ‘Pane e …Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e …Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 19 giugno 1861, nasce a Calamba, nelle Filippine, José Rizal. È stato poeta, scrittore, rivoluzionario, scultore, pittore, oculista e linguista.

Considerato il più grande eroe nazionale, la sua vita e le sue opere furono ispiratrici del movimento nazionalista filippino. Rizal studiò all’Università di Manila, ottenendo un bachelor nelle arti. Si iscrisse a medicina e filosofia, continuò a studiare a Madrid, presso l’Università Complutense.

In seguito frequentò l’Università di Parigi e poi l’Università di Heidelberg.

Si laureò in tre anni sia in medicina che in lettere e filosofia. Uomo d’ingegno e talento universale, parlava oltre dieci lingue. Scrisse la famosissima “Kundiman”, che nella lingua tagalog (filippino) è una canzone d’amore che l’uomo dedica alla propria donna; ma il “Kundiman” di Rizal è però usato per descrivere il suo immenso amore per la madre patria.

L’esecuzione e la conseguente morte, nel 1896 , lo hanno reso uno dei martiri della rivoluzione filippina. L’anniversario della sua morte è oggi considerato giorno di festa nazionale.

Kundiman

Adesso la lingua e il cuore sono muti:
l’amore si allontana, l’allegria si estingue.
Le genti sono state sottomesse e dominate
trascurate dai governanti e annientate.

Ma il sole brillerà di nuovo!
La forza salverà il popolo oppresso,
il principe ritornerà e combatterà di nuovo
sanerà il nome della razza Tagalog.

Verseremo il nostro sangue in una inondazione
soltanto per liberare la nostra Terra Madre
ma fino all’arrivo di questo giorno,
l’amore resterà muto, solo dominerà il desiderio.

L’amore resterà muto,

il desiderio continuerà ad esistere
O mio amato popolo
O mie amate Filippine.

Redazione

Redazione

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