La castità, l’astinenza possono liberare dal demone del sesso, solo se sono una libera scelta e non una imposizione

La castità, l’astinenza possono liberare dal demone del sesso, solo se sono una libera scelta e non una imposizione

Lo  scrivo senza essere moralista.

Non lo sono mai stato. Mi fanno un poco pena però alcuni giovanissimi preti e alcune giovanissime suore che fanno voto di castità. In alcuni casi non è una scelta libera ma l’accettazione rassegnata dell’imposizione di una istituzione.

Non a caso non tutti riescono a rispettarla. Esistono anche le compagne segrete dei preti.

D’altra parte certa morale sessuale cattolica più antiquata vorrebbe costringere i preti alle polluzioni notturne. I cattolici più  moderni vorrebbe vederli sposati. Forse sono la maggioranza. Per me il matrimonio per i preti sarebbe una conseguenza logica oltre che umana. L’astinenza insomma deve essere determinata da un libero convincimento.

Forse la cosa più sensata ed accettabile sarebbe sfogare i propri impulsi sessuali da giovani e poi tendere all’elevazione spirituale con la maturità. È insomma il tema di “Io e lui” di Moravia, dove “lui” rappresentava l’organo geniale maschile.

Ogni uomo, specialmente da giovane, è comandato dal suo “lui”. Con questo non voglio affermare che la carnalità sporchi l’anima o che al contrario la spiritualità possa inibire totalmente la carnalità. Possono coesistere e si possono richiamare vicendevolmente.

Non è detto per forza che queste due energie debbano essere contrapposte. L’orgasmo per i francesi è una piccola morte. Il piacere è effimero, anche se intenso. In una ottica cristiana la sessualità dovrebbe essere il completamento di un dialogo e di una relazione.

Dovrebbe essere innanzitutto finalizzata alla procreazione. Per Courbet il sesso femminile è l’origine del mondo. Cesare Pavese ricordava a tutti che l’amplesso fosse la cosa più importante del mondo e che anche la Genesi iniziasse da lì. Per Pasolini il sesso era “la consolazione della miseria”.

Marcuse coniò il termine “desublimazione repressiva”. Insomma molto spesso il sesso è una valvola di sfogo, ma è anche una falsa libertà, una distrazione. Il potere vuole che tutta l’energia e molti pensieri vengano incanalati nella sessualità. Come ha scritto Roberto Gervaso la vita per gli occidentali è niente senza sesso. Ha la priorità assoluta per i più giovani ed anche per chi è maturo.

Non importa leggere delle statistiche per constatare effettivamente che il genere umano pensa molto spesso al sesso e nell’arco della giornata rimugina spesso le sue fantasie erotiche.

Sembra che le adolescenti sviluppino prima ed abbiano prima le mestruazioni a causa delle sollecitazioni erotiche della società. Il bombardamento pornografico è ovunque.

Come hanno detto e scritto alcuni pensatori libertini al mondo di oggi è la castità a sembrare una perversione.

Un tempo il sesso era un peccato. Oggi molti considerano peccato non farlo.  Certe donne sono esigenti. Pretendono l’orgasmo a tutti i costi.

Gli uomini devono dimostrare la loro virilità.

Devono essere attenti alle prestazioni. Finiscono per estraniarsi dall’amplesso, per imbottirsi di Viagra e Paroxetina in modo da non sfigurare di fronte alla compagna. Sono finiti i tempi in cui, come alcuni decenni fa, gli uomini che soffrivano di eiaculazione precoce dicevano alla donna: “mi succede perché ti amo troppo”.

Un tempo addirittura certe donne venivano colpevolizzate o si autocolpevolizzavano per l’ansia da prestazione del marito. Oggi il gallismo è scomparso e ci sono le fila dagli andrologi, dal sessuologo.

In questi tempi è difficile non fare pensieri impuri. Oggi quasi più niente è tabù e fa scandalo. Molte perversioni sono state sdoganate. È finita l’epoca del comune senso del pudore o forse si è abbassata l’asticella. Per i padri del deserto i pensieri impuri sono come asce: dipende dall’uso che se ne fa. Sempre per questi mistici cristiani i pensieri impuri sono come dei serpenti, che devono essere messi in un vaso tappato per farli soffocare. In questi ultimi tempi comunque non avendo occasioni né opportunità sto meglio.

Non ho stimoli erotici reali. Ho solo una interazione molto sporadica e superficiale con la barista per prendere un caffè. Buongiorno. Grazie. Quanto è?  Buongiorno. Arrivederci. Niente altro. Nessuna mi tenta ed io penso ad altro, forse a cose più nobili. Oramai è passata la gioventù e con essa i furori e gli ardori. Non ho più lo slancio. Il desiderio è scemato e non sono più schiavo della passione, anche se non sono ancora impotente. Sono in tutte altre faccende affaccendato.

Poi la carne è sempre debole.

Al mondo di oggi Eros è forte e potente. La pornografia domina incontrastata. Ma fino a quando non ho tentazioni sono sereno e tranquillo. Per uno strano scherzo del destino, per noia, per scelta sempre più persone diventano asessuate in una società ipersessualizzata.

Ci deve essere naturalmente la libertà sessuale.

È un diritto inalienabile della civiltà contemporanea. L’importante è che le persone che fanno sesso siano maggiorenni, consenzienti, capaci di intendere e di volere: questi sono i requisiti minimi.

Lo scrivo senza alcun moralismo che gli asessuati stanno aumentando: però non è assolutamente detto che ciò sia un male.

Qualcuno che va in controtendenza ci vuole.

Davide Morelli

Redazione

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