Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 10 giugno 1928, nasceva a Detroit, Philipe Levine. Ha studiato e ha avuto le prime esperienze lavorative nell’industria automobilistica.

Abbandonata definitivamente la sua città natale, ha vissuto in svariate parti degli Stati Uniti fino al trasferimento in California, dove ha insegnato per oltre trent’anni all’Università di Fresno, ricoprendo successivamente anche la carica di “Poet in Residence”, presso la New York University e facendo di Brooklyn la sua seconda casa.

Dopo l’esordio con ‘On the Edge’ (1963), le sue raccolte di poesie gli sono valse numerosissimi premi, tra cui il National Book Award, nel 1991, per ‘What Work Is’ e il Pulitzer, nel 1995, per ‘The Simple Truth’. Nel 2011 è stato nominato Poeta laureato degli Stati Uniti. ‘News of the World’ (2009) è la sua ultima raccolta poetica. Ha scritto una trentina di libri di poesie.

Il mondo familiare, sociale, ed economico del XX secolo di Detroit è uno dei grandi temi della poesia di Levine che ha ritratto la classe operaia e ha testimoniato la vita americana della seconda metà del XX secolo.

La musica del tempo

La giovane donna che cuce
alla finestra borbotta una canzone
che non conosco; sento soltanto
poche battute, e quando i camion
sferragliano sulla strada sconnessa
la musica si perde. Prima che il buio
trapeli dalle ombre della
grande cattedrale, la vedo
ancora al lavoro e più tardi
sento nel silenzio improvviso
della notte una musica senza parole levarsi
dalla sua stanza. Metto da parte
le mie carte, mi lavo, mi vesto
per andare a mangiare in un locale
di pesce lungo i viali
vicino al porto dove più tardi
arriveranno per dormire i senzatetto. Quindi
cammino per ore nel Barrio
Chino passando accanto alle porte
aperte di piccoli bar e di postacci
da cui voci di vecchi
latrano inni stantii
di amor perduto. “Questo è il mondo”
penso, “questo è ciò di cui sono venuto
in cerca anni fa”. Adesso
posso tornare al mio monolocale,
posso giacere sveglio nel buio
provando e riprovando ogni banale accadimento
del giorno a venire, un giorno che inizierà
quando il sole rischiarerà le oscure spire
del dio di qualcuno, io sveglio
in una marea di polvere che sale
dal nulla, e dal nulla giunge
la vera voce di qualcun altro.


Redazione

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