Politica in lutto per la morte dell’ex leader della Cgil e segretario del pd Guglielmo Epifani

Politica in lutto per la morte dell’ex leader della Cgil e segretario del pd Guglielmo Epifani

E’ morto Guglielmo Epifani, ex segretario generale della Cgil e segretario del Pd. L’attuale parlamentare di Leu aveva 71 anni. Ha trascorso larghissima parte della sua vita nel sindacato. Era stato eletto in Parlamento, alla Camera, nella 17esima legislatura con il Pd e riconfermato a marzo 2018, con il simbolo di Leu. Epifani era stato colpito una settimana fa, circa, da un’embolia polmonare, dalla quale sembrava essere in ripresa. Ma il suo quadro clinico si è aggravato, fino a provocarne il decesso.

“L’improvvisa scomparsa di Guglielmo Epifani mi addolora profondamente. Il suo impegno ha recato un contributo alla storia del movimento sindacale italiano e della Cgil in particolare, dove ha avuto modo di esprimere la propria visione riformista e le proprie qualità di dirigente impegnato, sempre attento agli interessi dei lavoratori. In Parlamento ha recato la sua grande esperienza e un bagaglio di cultura che mai indulgeva al settarismo. Esprimo i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà alla famiglia e a quanti hanno condiviso con lui l’attività di questi decenni”. Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

”Una giornata tristissima, una notizia drammatica, abbiamo interrotto la riunione per rispetto della sua memoria. Epifani è stato leader del sindacato e segretario del Pd in un momento difficile. Alla sua famiglia esprimo il cordoglio di tutti i democratici e di tutte le democratiche”. Lo ha detto Enrico Letta, al Nazareno, interrompendo la riunione con Cgil, Cisl e Uil. La morte di Guglielmo Epifani “e’ una pessima notizia, per la Cgil e’ una mancanza molto grave. Guglielmo ha dato la sua vita alla Cgil e al sindacato”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “In questo momento – aggiunge Landini – siamo vicini alla moglie e vedremo come organizzare nel modo migliore un suo ricordo”. “Il suo impegno, esperienza e storia rimarranno per sempre per la Cgil come esempio di cosa vuol dire essere un dirigente sindacale”, conclude.

Un filosofo dedicato al sindacato. Guglielmo Epifani, classe 1953, era entrato nella Cgil subito dopo la laurea, ottenuta all’Universita’ La Sapienza di Roma con una tesi su Anna Kuliscioff. Iscritto prima al Partito socialista italiano e, dopo la fine del Psi, al Pds, e’ stato eletto nel 2013 alla Camera dei Deputati come capolista della lista Pd, partito di cui e’ diventato segretario tra maggio e dicembre di quell’anno, in quella che lui stesso ha definito “unq fase di transizione tra la segreteria di Bersani e quella di Renzi”. E’ stato il primo socialista a guidare la Cgil dai tempi della sua ricostituzione nel 1944.

Alla Cgil e’ arrivato molto giovane: prima ha diretto la Casa editrice della Confederazione, l’Esi, poi e’ approdato all’Ufficio sindacale, dove ha coordinato le politiche contrattuali delle categorie, e quindi all’Ufficio Industria della Confederazione. Nel 1979 ha iniziato la carriera di dirigente sindacale con l’incarico di segretario generale aggiunto della categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Nel 1990 e’ entrato nella segreteria confederale e nel 1993 e’ stato nominato segretario generale aggiunto da Bruno Trentin. Vice di Sergio Cofferati dal 1994 al 2002, e’ poi diventato Segretario generale, fino al 2010, quando e’ subentrata Susanna Camusso. Da maggio 2013 ha ricoperto l’incarico di Presidenza della X Commissione permanete della Camera dei Deputati – “Attivita’ produttive, commercio e turismo” . Nei mesi alla guida del Pd, ha scritto lui stesso sul sito internet, “abbiamo affrontato molte elezioni amministrative vincendole tutte, preparata l’adesione al Partito Socialista Europeo, riportato in alto i sondaggi e favorito un clima di rispetto reciproco dentro il partito. Dopo l’involuzione del Partito Democratico con le sue politiche in tema di lavoro, scuola, riforma elettorale e Costituzionale, ho deciso con tanti altri di lasciare il Pd e di dare vita ad Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista e poi alla lista Liberi e Uguali con Pietro Grasso”.


Redazione

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