L’Ego spirituale

L’Ego spirituale

Nel percorso di scoperta dell’io attenti alle Ego Spirituale.

Quando si parla di Spiritualità e di scoperta dell’“Io”, si tendono a sottovalutare alcuni aspetti alle volte scomodi, tra i quali l’influenza che può avere sugli stessi l’Ego spirituale.

Un percorso spirituale è di per se un processo meraviglioso pieno di soddisfazioni personali, un percorso di conoscenza di se, di ciò che significa essere esseri umani sia dal punto di vista materiale (quello che rappresentiamo e portiamo   su questo pianeta), che da quello non materiale (lo scopo per cui siamo qui).

Quando l’ego prende il sopravvento e si intrufola subdolamente nel nostro percorso, il rischio che corriamo è quello di  perdere la rotta, identificandoci non più con noi stessi e con le nostre frequenze, ma direttamente con il percorso che stiamo facendo. In modo più esplicito l’Ego spirituale è quel momento in cui perdiamo la concezione del cammino, non siamo più gli individui che intraprendono il percorso, ma ci identifichiamo come il percorso stesso.

Ci sono però  tecniche ormai consolidate che ci consentono di evitare di incorrere in questo meccanismo. Intanto una domanda appare assai pertinente: come fare per identificare l’Ego Spirituale.

L’Ego spirituale o Narcisismo spirituale (tema diventato ormai di grande interesse ed attualità)  non è una questione semplice da individuare, poiché si mimetizza e si confonde all’interno delle sensazioni positive che proviamo, soprattutto all’inizio quando attiviamo le prime pratiche di introspezione come  la meditazione e gli esercizi di respirazione, ma si può fortificare anche in seguito alla frequentazione di ritiri spirituali o corsi di crescita e miglioramento personale.

Inizialmente incominciamo a sentire dentro di noi un calore/benessere che conforta, sana e copre le mancanze, e fin qui tutto bene, ma poi più si studia e più si approfondiscono gli argomenti più questo fenomeno può emergere.

Una delle prime tipologie di ego/narcisismo spirituale è quello del principiante. Proprio all’inizio del cammino, quando si iniziano a scoprire i maestri della spiritualità moderna e contemporanea come Eckhart TolleDeepak Chopra oppure Osho, i quali spiegano in modo più o meno semplice le basi delle Leggi Quantiche dell’Universo e come applicarle nella vita di tutti i giorni, ci si sente estremamente coinvolti.

Quando si attraversa questo stadio si perde la concezione della realtà ignorando che si è compiuto solo il primo passo del percorso di crescita, ciò accade quando in realtà si pensa che ciò che ci ha portato a quel punto è proprio il fatto di aver già capito come funziona. Le prime sensazioni che si hanno, quando si inizia a deviare la propria realtà e cadere nel subdolo gioco dell’ego, sono proprio quelle di avvertire  Superiorità nei confronti degli altri e di Svalutazione delle persone che ci circondano.

Si avverte inoltre anche la Sensazione di essere arrivati e non aver più nulla (o quasi nulla) da imparare; si esalta il proprio bagaglio di conoscenze basandosi solo su un’unica fonte (come un guru o una sola filosofia) ed in fine vanno aggiunti la Presunzione e il Fanatismo.

Chiaramente tutti questi sintomi non vengono percepiti da chi li vive come una limitazione verso la propria crescita personale, ma più come uno scudo o giustificazione. I sintomi sono infatti uno specchio della realtà: La Superiorità viene vissuta come prova che il proprio cammino evolutivo sta avvenendo con estremo successo; la Percezione viene intesa come un procedere a gonfie vele mentre la Realtà ci notifica che sei abbagliato da un’illusione e che la svalutazione degli altri ci allontana dall’accettazione del prossimo e sviluppa il giudizio, giustificato dal fatto che non facciamo più parte di un certo gruppo.

In verità la Percezione può portare a pensare che “Ne so più degli altri” mentre la Realtà registra uno  scollegamento dall’ Io e ci segnala che si sta vivendo ancora nel dualismo. La sensazione di essere arrivati o non aver più nulla da imparare è esattamente l’opposto dell’evoluzione. In questo caso per un verso la Percezione ci induce a pensare: “Sono talmente bravo che so già tutto sull’argomento” mentre la Realtà ci riporta con i piedi per terra: “Non esiste il “saper tutto” siamo studenti per la vita e non esiste un traguardo raggiunto una volta per tutte”.

Arricchire le proprie conoscenze basandosi su un’unica fonte ci portano a non essere curiosi e limita le nostre potenzialità; in questo caso la Percezione ci dice che: “Tutto quello che so è legge” mentre la Realtà è molto più cauta: “Sto limitando e auto sabotando le mie opportunità di crescita”. Il fanatismo, purtroppo, è una trappola e un para occhi che non solo ci separa da ciò che sentiamo, ma si impone con prepotenza danneggiando anche chi ci circonda.

Questo accade quando con la Percezione pensiamo che:”Solo il mio modo di sentire e vedere il modo è giusto, tutto il resto è sbagliato” mentre la Realtà al solito ammonisce; “ Che non esiste giusto e sbagliato, non esiste un assolutismo, fissarci con concetti e filosofie in modo estremo ci porterà a chiuderci nei confronti della vita”. Per non cadere nella trappola dell’Ego Spirituale occorre innanzitutto darsi il giusto tempo Sicuramente quando si iniziano determinate pratiche e percorsi di crescita personale e spirituale, si viene pervasi da una sensazione che ci fa sentire invincibili e forti.

Finalmente molte cose che prima venivano lasciate al caso, si iniziano a vivere con una maggior consapevolezza, ma proprio perché l’impatto con il mondo spirituale è molto forte, dobbiamo dare a noi stessi il tempo di fare decantare ma anche di metabolizzare le nuove informazioni.

Anche avere pazienza è parte del percorso, quindi per non cadere nella trappola del Narcisismo spirituale, invece di cercare di spiegare e convincere delle nostre pratiche e nuove conoscenze chi abbiamo vicino, sarebbe molto più utile tenere un diario dove poter appuntare pensieri ed evoluzioni della nostra crescita. In questo modo  prendi consapevolezza del tuo Sé. Tu sei Tutto e il Tutto è te. Prendere consapevolezza di questo ci riporta subito alla realtà. Non insegnare, ispira.

Ogni qual volta senti l’esigenza di cambiare qualcuno, ritorna a te stesso. Non hai né il potere né il diritto di cambiare la vita o il destino delle altre persone. Tutto ciò che puoi fare è continuare a nutrire le tue conoscenze, affinare il tuo sentire e far vedere la tua luce.

Quando le persone vedranno un cambiamento in te saranno loro stesse  a chiedersi: “ma come ci è riuscito?” e sarà lì che eventualmente potrai dare un supporto. Per non dimenticare i punti nodali del percorso che abbiamo indicato e per poter poi con correttezza porre in essere i suoi principali steps è consigliabile procurarsi un quaderno oppure un’agenda dove appuntare ogni giorno sensazioni e riflessioni riguardo la tua vita e il tuo percorso senza giudicarti o avere aspettative di risultati.

Monitorare ogni giorno ciò che stiamo vivendo è il primo passo per non perdere la rotta e concentrarsi sul momento presente (Qui e Ora). Questo lavoro di monitoraggio alle volte può sembrare un po’ noioso, ma è fondamentale. Alla fine di ogni giornata fare un piccolo elenco di ciò per cui sei grato nella tua vita, questo aiuta a mantenere alta la motivazione e la positività.

Qualunque esperienza tu stia vivendo, in qualunque stagione della vita tu sia, sappi che non è mai troppo tardi ed è sempre il giorno giusto per iniziare a brillare (possibilmente di luce propria).

Marcario Giacomo

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


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