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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 4 giugno 1925 nasceva a Ponikve, Ciril Zlobec poeta, scrittore e traduttore sloveno.

Nacque in una famiglia contadina, ultimo di sette figli. Fu espulso dal ginnasio per “assenza di spirito religioso e indisciplina”: scriveva infatti poesie in lingua slovena e fondò e curò una rivista letteraria nella stessa lingua, cosa proibita dal regime fascista. Ritornato a casa, nel 1942 venne mandato al confino in Abruzzo.

Dopo l’8 settembre 1943 entrò nelle file della Resistenza. Al termine della guerra, continuò la scuola a Lubiana, dove si diplomò e lavorò come giornalista.  Per lungo tempo fu direttore di Sodobnost, una delle maggiori riviste letterarie. Fu presidente della Lega degli scrittori jugoslavi e vicepresidente per due mandati dell’Accademia delle Scienze e delle Arti slovena.

Dopo l’indipendenza della Slovenia fece parte della Presidenza della Repubblica. È conosciuto come traduttore, soprattutto dalla lingua italiana, per autori come Dante, Leopardi, Montale, Ungaretti, Quasimodo. Parte importante della sua ispirazione è la poesia d’amore, presenti sono anche il tema dell’infanzia e la riflessione sulla poesia stessa.

Come se non fossi

In tutto e per tutto esistito,
e al tempo stesso è come se non fossi
ciò che sono realmente:
come il monte, immagine della pietra
che si riveste di boschi
e diventa esso stesso bosco;
come il chicco divenuto maturo nella durezza
spaccato dal tenero germoglio
ed è sempre ancora seme,
che sono, chi sono?,
amante o amato?
chi genera o chi è generato?
sono padre o figlio,
appena un caso
inserito nel mezzo fra entrambi?
l’uno e l’altro insieme
solo in un segreto pensiero,
ma certamente intero nel dolore:
sono al tempo stesso indivisibile
eppure mi sgretolo, crollo,
mi sbriciolo, mi dissolvo
e scorro fra le dita.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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