Home Cultura & Società Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

^^^

Il 2 giugno 1840 nacque nel Dorsetshire il poeta Thomas Hardy. Figlio di uno scalpellino, aveva studiato da architetto e nel 1862, per realizzare il suo sogno di riscatto sociale, si era mosso dal suo isolato ambiente di campagna per andare a Londra dove si stabilì. Ben presto, però, fu travolto e assorbito dall’interesse letterario. Nel 1874 sposò Emma Gifford, il cui innamoramento gli aveva ispirato pagine in prosa e versi malinconici. I due si erano sposati sotto la spinta di un grande amore, cui però era seguito un matrimonio lungo e infelice. Per la moglie il poeta scrisse più di cento poesie. Tra i numerosi romanzi ricordiamo “Giuda l’oscuro” (Jude the Oscure) con sfumature di tipo autobiografico, in cui agisce un tragico eroe, intelligente e sensibile, ma guidato da un desiderio inappagato di cultura che lo rende alienato nella sua società e lo conduce verso un fatale destino di distruzione. Dopo le accuse di empietà e oscenità che accolsero la pubblicazione di Jude cessò  di scrivere romanzi e tornò a dedicarsi alla poesia.

Toni neutri

Sostammo presso un laghetto quel giorno d’inverno,

e il sole era bianco, come biasimato da Dio,

e sparse foglie giacevano sulla zolla affamata,

cadute da un frassino, ed erano grige.

I tuoi occhi fissi sopra di me erano quali gli occhi che vagano

su tediosi enigmi risolti anni addietro;

parole correvano tra noi su e giù,

chiedevano chi, con il nostro amore, avesse perduto di più.

Il sorriso della tua bocca era la cosa più morta,

vivo quel tanto che gli desse la forza di morire;

e una piega d’amarezza aleggiava su di esso

quasi un uccello di sventura in volo…

Da allora, crude lezioni che amore inganna,

e strazia d’offese immeritate, hanno foggiato per me

la tua faccia, e il sole maledetto da Dio, e un albero,

e un laghetto orlato di foglie grigiastre.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui