Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 30 maggio 1876 nasce a Postire (Zagabria) Vladimir Nazor.

E’ stato un politicopoetascrittore e comunista croato. È stato il primo presidente della Repubblica Popolare di Croazia, in qualità di presidente dell’Assemblea Nazionale della Repubblica Popolare di Croazia. Come scrittore, Nazor acquistò molta popolarità letteraria in Croazia scrivendo di storie e leggende popolari. È noto per aver scritto la canzone ‘Uz marsala Tita’ nella versione serbo-croata (‘Con il maresciallo Tito’).

POESIE DELLA MACCHIA

DALLA PALUDE E SOPRA I SEMINATI 

No, padre Dante, non attende alla porta
Del mio purgatorio Catone, modello di virtù
Civili; Sordello non giace come leone,

Pieno d’ira sacra, stringendo in pugno
Le frecce micidiali del suo sarcasmo. – Intorno
Alla montagna della nostra salvezza, non tremola

L’acqua, su cui passi l’angelo nocchiere;
Sotto il cielo, che di stelle non cospargemmo,
La nostra montagna è bassa e l’aria grigia.

Noi non abbiamo paradiso, purché io spieghi
Le vele della mia navicella e tuffi i remi,
All’alto mirando per vedere Iddio.

Il nostro Dio da tempo si disfece e svanì
Oppure si disloca dalla segretezza più silenziosa
Delle nostre profondità. Oppure aspetta che

Un nuovo Lucifero nasca dal nostro male
E scavi l’inferno, affinché Lui, onnipotente
Fabbro, sopra voragini tenebrose faccia sfilare

I cerchi sfolgoranti d’un nuovo paradiso a cui
Ogni nostro male, sempre più puro, salirà,
Finché un giorno, sulla vetta celeste

Risplendano a noi pure gli occhi di Beatrice.


Redazione

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