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Salute e Benessere – Istruzione di qualità” al da Vinci “ Tatuaggi ma . . . con prudenza”

Il Club per l’UNESCO di Bisceglie  e   Liceo Scientifico  insieme per Agire i Goal 3 e 4  in AGENDA 2030 

Pina Catino

Si è tenuto giovedi 27 maggio in orario scolastico ore 10:45 – 13:15,  in diretta su Google Meet e facebook-Liceo da Vinci – @Voce Al Da Vinci , l’evento “TATUAGGI ma con prudenza” con i relatori  prof. Graziano Leuci ( Chimico) e  dott. Francesco Patella (Medico Chirurgo, specialista in Chirurgia e Medicina estetica).

L’incontro ,   moderato dalla prof.ssa Laura Romanelli, rivolto alle Classi 1° 2 °3°  del Liceo Scientifico L. da Vinci di Bisceglie e alla società, organizzato dal Club per l’UNESCO di Bisceglie e Liceo  Scientifico ” l. da Vinci” (coordinamento a cura della Prof.ssa Eliana De Nichilo e  del PH R Pina Catino) agendo i  Goal 3 – 4 in AGENDA 2030 “Salute e benessere” e “Istruzione di qualità”, ha inteso riconoscere l’importanza della chimica con una particolare attenzione alla composizione degli inchiostri per tatuaggi per i quali ancora non c’è una normativa riguardante il grado di purezza e la composizione dei componenti da un punto di vista quantitativo. 

L’ applicazione dei tatuaggi è in crescente aumento nella popolazione. A differenza del campo cosmetico, dove il quadro normativo nazionale ed europeo è ben definito, per gli inchiostri utilizzati per i tatuaggi la normativa non è ancora completa. Dopo il saluto del Dirigente Scolastico prof.ssa Rosa Favale e delle Autorità, Pina Catino, presidente del Club per l’UNESCO di Bisceglie, nel suo saluto introduttivo, ha ricordato gli albori del tatuaggio e i 152 anni trascorsi  dall’invenzione da parte di Dmitrij Mendelev del sistema periodico e della Tavola, un capolavoro della scienza per classificare gli elementi chimici, ancora in fase di completamento poiché il numero degli elementi conosciuti continua ad aumentare.

In sintesi, (interventi completi al link  https//fb.me/e/4nMtp6L2g ) i relatori nelle rispettive lectio magistralis hanno puntualizzato come il tatuaggio è una tecnica di decorazione e modificazione corporea molto diffusa, nella quale vengono applicate al corpo segni, disegni, lettere simboli o altri motivi attraverso l’impuntura dello strato superiore della pelle e la successiva iniezione di pigmenti colorati.

Per molti si tratta di un modo nuovo per distinguersi o di un segno d’appartenenza. Da sempre simbolo di trasgressione e di voglia di originalità, i tatuaggi sono diventati un must della moda. Diffusi ormai tra tutte le fasce d’età, da un po’ di tempo hanno raggiunto anche i giovanissimi che sempre più spesso decidono di tatuarsi.

Un   tatuaggio però non è un accessorio come gli altri, da mettere e togliere a piacimento, ecco perché la legge vieta ai minori di 14 anni di farsi tatuare. E prima dei 18 serve in ogni caso il permesso dei genitori. Per avere le idee chiare sul mondo dei tatoo bisogna acquisire forti conoscenze, cercando di capirne i pro e i contro.

Esistono diversi tipi di tatuaggi, i tatuaggi permanenti durano una vita ed è bene ricordarselo poiché l’unica possibilità di rimozione è tramite chirurgia o laser.  Il disegno viene inizialmente tracciato a matita sulla parte interessata e successivamente inciso con aghi sterilizzati imbevuti di inchiostro particolare penetrando abbastanza in profondità nella pelle.

Per tatuaggi molto grandi spesso sono necessarie più sedute. E’ bene sapere che il tatuaggio non rimane “fresco di stampa” per sempre. Per rimanere brillante come il primo giorno, va rinnovato. I colori, infatti, sbiadiscono con il tempo. Ma niente paura, tatuaggio su tatuaggio, si possono rinfrescare le tinte e, magari, si approfitta per modificarne la forma, estendendola, trasformando un piccolo segno in un nuovo disegno completo. Un altro tipo di tatuaggio che spesso viene trascurato è il cosiddetto “trucco permanente”.

Eseguito sulle sopracciglia, sulle ciglia e sul contorno labbra di molte donne, consiste nell’introduzione di granuli molto fini di pigmento scuro in sedi della pelle molto delicate. Si tratta di pratiche molto simili alla microchirurgia ma che vengono effettuate in condizioni igieniche e ambientali tutte da verificare. Hanno durata variabile a seconda del tipo e della qualità di pigmento impiegato e della profondità a cui viene impiantato il colore. I tatuaggi temporanei infine vengono fatti utilizzando per lo più colori naturali come l’henné, sostanza originaria di colore rosso aranciato prodotta dalle foglie di un arbusto del nord Africa.

Sono molto di moda e sicuramente la scelta migliore per quelle persone indecise che vogliono provare prima di farsi un vero tatuaggio permanente. La durata infatti può variare da qualche giorno a qualche settimana a seconda della concentrazione di pigmento.

L’introduzione dei pigmenti attraverso gli aghi nella pelle infatti, può essere una operazione rischiosa se gli strumenti e l’ambiente non sono sterili, potrebbe inoltre essere seriamente dannoso se si hanno delle patologie alla pelle. Bisogna recarsi da tatuatori professionisti che assicurino la sterilizzazione del materiale utilizzato e la massima qualità dei pigmenti. Il tatuaggio è un’arte e poiché la sua rimozione non è cosa semplicissima e richiede un intervento di chirurgia plastica nel caso sia permanente, è necessario che il tatuatore sia artisticamente competente.

Rivolgersi sempre a centri specializzati che  diano assicurazioni sulle sostanze che vengono utilizzate. Scegliere preferibilmente colori tenui e accertarsi che ai colori non siano stati aggiunti additivi chimici.

Il tatuaggio è sicuramente molto di moda ma è una operazione che richiede una attenta riflessione. Se non si hanno sufficienti informazioni e non si sa a cosa si va incontro, chiedere ad  un adulto, che magari abbia già fatto questa esperienza.  Il tatuaggio non è come un paio di scarpe. Una volta “indossato” non è facile eliminarlo.

Piccola curiosità: il termine tattoo fu coniato da James Cook che usò alla fine del ‘700 il termine tattow (divenuto poi tattoo appunto) che era la trascrizione della parola onomatopeica tau-tau usata dalle popolazione dell’isola di Tahiti per indicare il tatuaggio, perché il suono ricordava il picchiettare del legno sull’ago usato per bucare la pelle e tatuare il corpo.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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