Ferrovia turistica Gioia-Rocchetta e nuovo recapito per il depuratore di Porto Cesareo: i lavori della V commissione

Ferrovia turistica Gioia-Rocchetta e nuovo recapito per il depuratore di Porto Cesareo: i lavori della V commissione

BARI – Ferrovia turistica Gioia-Rocchetta e nuovo recapito per il depuratore di Porto Cesareo: i lavori della V commissione

L’ipotesi di riattivare a scopo turistico la linea ferroviaria dismessa Rocchetta Sant’Antonio-Gioia del Colle è “condivisibile, anzi, condivisa” dall’assessore regionale al turismo Bray, ma il piano di fattibilità richiesto come condizione dalla legge statale 128/2017 deve prendere consistenza prima di trasformare in un progetto un’idea senz’altro valida. Lo si è appreso nel corso dell’ulteriore audizione sull’argomento, in commissione ambiente del Consiglio regionale pugliese. L’iniziativa è stata sollecitata dalla consigliera Antonella Laricchia e riportata all’ordine del giorno dell’organismo consiliare presieduto da Paolo Campo.

La legge citata da Bray sollecita uno studio di fattibilità progettuale di Ferrovie – ente che gestiva la linea – da sottoporre al Ministero dei trasporti, in collegamento con il Mise, il dicastero al turismo e la Conferenza Stato-Regioni. Altro requisito per il recupero a scopo turistico: un contratto di programma, sempre del gestore della linea, per il finanziamento complessivo dei lavori.

In un territorio di grande pregio paesaggistico, la linea interessata è lunga 140 chilometri (85 in Puglia, il resto in Basilicata), in disuso e purtroppo oggetto di danneggiamenti e furti. Allo stato attuale, uno studio di fattibilità è giunto fino alla Camera dei Deputati, ma si limita al ripristino del materiale rotabile, per mobilità lenta e non trasporto passeggeri. L’importo è di 33,5 milioni di euro (20,5 in Puglia, 13 in Lucania). Non c’è ancora invece una stima dei costi e degli oneri di gestione per il ripristino di stazioni e caselli, la manutenzione, la sicurezza, il personale.

Tre trincee drenanti nel territorio dell’impianto: è la nuova ipotesi per il recapito finale temporaneo delle acque trattate del depuratore di Porto Cesareo, soluzione da cui dipende l’entrata in funzione dell’apparato. Tempo di realizzazione complessivo 12-14 mesi. È stata illustrata dal vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese, nella nuova audizione in commissione ambiente del Consiglio regionale, richiesta dai consiglieri regionali Fabiano Amati, Paolo Pagliaro e Antonio Gabellone.

L’ipotesi di lavoro sarà al centro di un tavolo tecnico in Regione, l’8 giugno, con i Comuni di Porto Cesareo e Nardò, per la condivisione col territorio.

Tre trincee di drenaggio all’interno dell’area imponente dell’attuale impianto. Potranno ricevere 500 metri cubi al giorno (l’equivalente di 4500 abitanti). Non sarebbe necessaria una deroga del Ministero dell’ambiente. Lo scarico in battigia risulterebbe limitato al “troppo pieno”.

Il cronoprogramma anticipato dall’assessore prevede l’incontro l’8 giugno, la successiva delibera della Giunta regionale, la presentazione del progetto definitivo di Aqp alla Provincia di Lecce per i permessi ambientali. Contemporaneamente, sempre Aqp provvederà agli allacci dalle 600 unità abitati (per 2400 abitanti) alla rete fognaria e la Sezione risorse idriche della Regione autorizzerà l’ente ad appaltare le opere per le trincee. Tutto in 12-14 mesi, in tempo per la prossima estate.

Pagliaro si è dichiarato “sconcertato, per i tempi lunghi richiesti”. Amati ha parlato di uno schema idraulico nuovo, ulteriormente costoso e diverso dal recapito finale previsto finora e per il quale si attendeva l’autorizzazione provvisoria.

Parere favorevole all’unanimità in sede consuntiva della terza commissione consiliare alla consultazione pubblica della Commissione Europea sulla valutazione d’impatto della Direttiva 2009/128/CE, sull’uso sostenibile dei pesticidi, agricolo e non agricolo. Obiettivo è garantire alla direttiva di ottimizzare il conseguimento dell’obiettivo. La Commissione incoraggia la riduzione dei pesticidi con la difesa fitosanitaria integrata e il ricorso ad alternative ai pesticidi chimici. L’adozione del quadro d’intervento è prevista per il primo trimestre del 2022. (fel)


Redazione

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