Un monumento al Senatore altamurano  Nicola Serena figura importante dello “Sperone” d’Italia

Un monumento al Senatore altamurano  Nicola Serena figura importante dello “Sperone” d’Italia

Giovanni Mercadante

Un figlio di Altamura dimenticato dai contemporanei. Con i suoi scritti  il Sen. Nicola Serena fece conoscere il “Tacco” d’Italia: il Gargano, un territorio ricco di storia e di suggestivi paesaggi tra mare, montagna ed entroterra. La cappella di famiglia, situata nel cimitero monumentale locale, conserva le sue spoglie insieme a quelle dei  suoi genitori. Un’epigrafe lo ricorda non solo come senatore del Regno ma soprattutto come giornalista e scrittore. 

foto di copertina    Epigrafe nella cappella Serena del cimitero monumentale  di Altamura

L’Associazione CulturaIdentita’ di Altamura, sensibile come sempre al ruolo che la contraddistingue, propone   all’Amministrazione e Consiglio comunale di Altamura, come da suo comunicato stampa, di far realizzare un monumento nella villa comunale  al concittadino Nicola Serena di Lapigio nato il 22 maggio 1875 ad Altamura, morto a Roma il 6 marzo 1938; scrittore, saggista e giornalista italiano, figlio del Barone Ottavio, senatore del Regno e di Maria Priore.

Laureatosi a Roma in Giurisprudenza, partecipò alla prima guerra mondiale da ufficiale di artiglieria. Collaborò a numerose riviste nazionali e regionali; pubblicò scritti letterari, cronache teatrali e recensioni.

Nel 1934,per la Casa Editrice “il Solco” di Città di Castello, pubblicò il libro “Panorami garganici”, raccolta di scritti di viaggio, che raccoglie brani già apparsi in rivista, negli anni dieci, e altri inediti.

Il volume, conservato nell’Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, di 300 pagine, diviso in 9 capitoli e corredato di diverse illustrazioni fotografiche ad opera dell’autore, ha contribuito alla conoscenza e alla valorizzazione del Gargano, che allora, pressoché disabitato, rappresentava una delle parti più isolate e sconosciute della Paese.

Nicola Serena di Lapigio era un innamorato dello Sperone d’Italia, di cui conosceva ogni angolo, dalle Tremiti a Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, dalle località costiere, come San Menaio, Rodi Garganico, Peschici, Mattinata, Vieste alla Foresta Umbra.

L’attenzione ai pregi naturali del Gargano si unisce allo scrupolo di storico e di ricercatore. La sua scrittura è elegante e chiara, non senza una patina di letterarietà.

L’Associazione CulturaIdentita’, come riferisce il socio volontario Carlo Moramarco, ha in programma la realizzazione del gemellaggio tra il Parco nazionale del Gargano e il Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Redazione

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