Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 23 maggio 1905 moriva a Oslo Henrik Ibsen, autore drammatico e poeta norvegese.

Figlio di un agiato armatore e commerciante, fu sensibile alla tradizione religiosa che espresse in una giovanile attività poetica, perseguita mentre svolgeva un modesto lavoro di garzone di farmacia, cui l’aveva costretto un rovescio finanziario della famiglia.

Trascorse un primo periodo di quasi cinque anni (1864-68) in Italia, dove scrisse le due opere di potente lirismo e grandiosa concezione: Brand (1866) e Peer Gynt (1867). La sostanza dell’arte ibseniana si esprime nel dissidio tra l’ideale e la realtà, con una continua polemica nei confronti della società e delle sue ipocrisie.

Il “cadavere nella stiva”, di cui Ibsen parla in una poesia, è il male che si nasconde nelle coscienze e nelle istituzioni, dietro una facciata di normalità e di perbenismo.

Egli guarda con occhio critico e indagatore la società in cui vive e ne porta sulla scena i difetti, i problemi, le angosce, proponendo spesso soluzioni anticonformiste. Ha profonda fiducia nei valori del singolo individuo e, pur contro le regole comuni, ne difende gli atteggiamenti più spontanei e autentici.

Grazie a lui, nasce, in pieno Realismo, il teatro borghese, espressione della predominante società del secondo Ottocento, che avrà più tardi altri grandi interpreti come Cechov e Pirandello.

Casa di bambola è il dramma che destò il maggiore scandalo in tutta l’Europa, ed ebbe una vasta  e continua fortuna.


L’ALBATRO

L’albatro vive solamente ai confini della terra:

l’ho saputo da un vecchio marinaio.

Tuffa le sue grandi ali nella schiuma del mare

e scivola sulle onde senza mai attraversarle.

Discende e risale col mare.

Tace quando il tempo è bello, ma grida durante la tempesta.

Come il sogno, è sospeso fra il cielo e l’abisso,

così questo uccello non nuota e non vola.

Più pesante dell’aria e più leggero dell’onda,

uccello poeta, uccello poeta, ecco il tuo destino.

Ma il doloroso è che pei sapienti

queste sono favole di marinaio.

Redazione

Redazione

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