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L’umiltà

L’Opinione di Roberto Chiavarini 

L’uomo, rappresenta, in assoluto, l’opera d’arte di Dio e/o della natura se volete.

Dal più potente fino all’indigente che vive sotto i ponti.

Siamo tutti Opere d’Arte di Dio.

Dio, ha creato il corpo dell’uomo così fragile e così complesso che, attraverso di esso, va identificato un vero miracolo della natura: la vita!

Quindi ogni uomo merita uguale rispetto, uguali diritti, ed ha, naturalmente, anche uguali doveri.

Ma molti di questi uomini, purtroppo poveri e/o indigenti, sono stati convinti che sono dei privilegiati, poiché sono umili.

Il Regno dei cieli sarà degli ultimi, degli umili, tuona con angosciosa ripetitività il Parroco domenicale.

E, questo termine, è stato contagioso tanto che anche chi non sia umile, ritiene incredibilmente di esserlo.

Ma vediamo come il dizionario Treccani, spiega il significato di umile:

Sentimento e conseguente COMPORTAMENTO IMPRONTATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI LIMITI….. Sentimento e atteggiamento umilmente RIVERENTE E SOTTOMESSO

Tralascio la definizione di umiltà nel rivolgersi verso Dio, che è tutta un’altra cosa, poiché a Dio va riconosciuta una assoluta ed evidente superiorità.

Soffermiamoci per un attimo a queste due definizioni.

“COMPORTAMENTO IMPRONTATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI LIMITI”.

“RIVERENTE E SOTTOMESSO”, che avvilisce, mortifica.

Avete inteso bene?

Allora, glorifichiamo “l’umile” per prenderlo ulteriormente in giro?

Ebbene, cosa c’è di così tanto edificante nell’essere umili, se non il riconoscere di essere inferiori a qualcun altro?

Insomma, un vero e proprio inaccettabile atto di sottomissione.

E mentre tutto il mondo è insorto contro tale atto di sottomissione, poi, nelle moderne Democrazie accettiamo la sottomissione, l’assoggettamento dell’individuo al Potere.

Piuttosto, devono essere i potenti a dare dignità all’uomo e laddove ci siano delle condizioni che UMILINO l’individuo, bisogna ristabilire una DIGNITÀ, che è ben diversa dalla umiltà.

L’Uomo Potente e Prepotente che umili il suo simile, abusando della sua posizione dominante di potere, compie un peccato mortale agli occhi di Dio.

Ed è per questo che la gente modesta per condizione, è umiliata a vivere nelle case popolari fatiscenti, piene di umido, senza riscaldamento, senza luce, senza pulizia, senza soldi, ovvero nel degrado più assoluto?

L’umiliazione comporta uno stato più o meno penoso, di vergogna o di contrizione.

E il riscatto di questa gente, quando mai potrà avvenire?

Si tiene un popolo sotto scacco ai limiti della sopravvivenza, senza dare ad esso la dignità che merita, glorificandolo con il riconoscimento spirituale della sua Umiltà?

Che fortuna, povero, umile, senza una lira (un Euro) e fortunato in quanto umile.

Sarà pure degli ultimi il regno dei cieli. Certo!

Ma sarà dei Potenti e dei Prepotenti che abusano del loro potere, l’Inferno dei Cieli!

Molti, a sproposito, fanno i paragoni con l’umiltà di San Francesco.

Assurdo, San Francesco era un Uomo Ricco e potente.

Era anche un valoroso soldato.

Rinunciò a tutto quel che aveva, perché era cosciente che tutti i poveri non avrebbero potuto avere ciò che aveva lui.

Ed ecco che si abbassò fino agli ultimi, per protestare spiritualmente e materialmente contro i potenti e i prepotenti.

Per protestare perfino contro il suo stesso padre.

Si spogliò di tutti i suoi averi.

Una cosa è essere ricco e rinunciare alla ricchezza, ed un’altra è non avere niente, magari aspirando ad una ricchezza.

L’uomo reso umile da una società violenta, ha vergogna di se stesso, ha vergogna di guardare in faccia i propri figli ai quali non può dar nulla, soprattutto in questa Società dell’apparire.

Ha vergogna di non poter dare ai propri figli e alla propria moglie ciò di cui hanno bisogno per il loro sostentamento.

Ha vergogna di non trovare un lavoro.

Ha vergogna di guardare in faccia i propri amici. Ha vergogna di esercitare i propri Diritti, poiché egli è convinto di non averne!

Ma, poi, l’umile, si rasserena se solo pensa che quando morirà avrà addirittura il Regno dei Cieli.

Perché così è imposto loro dal Sociologismo indotto.

Cioè godranno del nulla.

Beh, se proprio esiste un Dio, punirà i potenti e i prepotenti, quelli che abusano del proprio potere in qualsiasi ambito sociale, buttando via le loro anime nell’inferno più profondo, perché quei potenti e prepotenti, hanno offeso la vita degli uomini sottomessi, prendendoli anche per i ”fondelli”, facendogli credere che saranno gratificati in cielo, mentre loro “mangiano” in terra.

Non prendono in giro solo gli umili, quei Potenti e Prepotenti, ma anche Dio, perché la vita che egli ha concesso agli ultimi vale, nè più nè meno, quanto quella dei prepotenti.

La vita è sacra per tutti, perché è concessa da Dio.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica

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