Lettera aperta per sensibilizzare il tema della disabilità, dell’integrazione e dell’utilità sociale

Lettera aperta per sensibilizzare il tema della disabilità, dell’integrazione e dell’utilità sociale

Questa lettera aperta, vuole essere uno stimolo alla condivisione dal basso di un’iniziativa di forte sensibilizzazione sul tema della disabilità, dell’integrazione e dell’utilità sociale. 

La pandemia da Covid-19 ha colpito il nostro Paese in modo particolarmente forte. Le misure di contenimento del contagio non solo hanno imposto cambiamenti radicali alla routine quotidiana di tutti i cittadini, ma si sono trasformate in una cassa di risonanza capace di amplificare ogni tipo di problematica per le famiglie in condizione di fragilità.

Questa situazione ha accresciuto nelle famiglie sentimenti di solitudine e paura del futuro e, accentuando un distacco con la comunità di appartenenza, ha gravemente compromesso il lavoro d’inclusione sociale condotto negli ultimi quarant’anni.

Il non potersi incontrare, il passaggio sul piano virtuale delle comunicazioni e delle attività educative, la proibizione di spostamenti sul territorio e la limitazione alla libertà di fruire di servizi e strutture dedicate, hanno intaccato fortemente, quel processo di integrazione sociale, che già prima della pandemia, faticava a compiersi. Un processo che, nella sua completa forma, dovrebbe viaggiare in modo circolare, con una spinta iniziale e una forza tale da permettere di autoalimentarsi.

Ad oggi, ci troviamo dinanzi ad un processo discontinuo, scostante, costellato di tanti inizi che danno il via ad una serie di cantieri spesso destinati ad estinguersi a causa di buchi proprio alle fondamenta del sistema.

Le persone che vivono una condizione di difficoltà, fragilità e/o disabilità e le loro famiglie sono costrette quotidianamente a combattere una battaglia, a vivere di attese, di rivendicazioni, nella speranza di raggiungere quelle possibilità di eguaglianza, integrazione e giustizia sociale sancite dalla Costituzione.

Nel rispetto della democrazia e dei diversi ruoli, non vogliamo generare sterili discussioni tra fazioni o strumentali polemiche; siamo consapevoli delle difficoltà finanziarie degli enti, provati da ingenti tagli di spesa e impegnati nella quotidiana necessità di garantire servizi per le comunità; siamo consapevoli delle tutele e dei diritti previsti dalla legge, delle risorse economiche stanziate per finanziare lo Stato Sociale e delle indennità di sostegno percepite.

Non siamo qui a rivendicare aiuti o ad avanzare pretese, vogliamo solo essere promotori di un atto di coraggio, una sfida capace di riaccendere una speranza per il futuro.

Vi chiediamo quindi di dimostrarci che esistono “Comunità sensibili alle disabilità e alle diversità.

Essere “comunità sensibile” non significa riservare posti in prima fila agli eventi o creare appositi parcheggi, questi sono attivi di civiltà (tema su cui si deve purtroppo ancora lavorare), essere comunità sensibile significa avere la forza di fare comunità, nel senso più ampio del termine, coinvolgendo, condividendo, sostenendo e includendo nel tessuto sociale tutti, soprattutto coloro che vengono considerati differenti

È fondamentale sapere che un diversamente abile non è inabile, ma è un individuo capace di sviluppare abilità e che, con i giusti mezzi, può integrarsi nella comunità ed apportare il proprio contributo.

Ciò che ci auspichiamo è di raggiungere una vera integrazione.

Vorremmo vedere i nostri figli giocare nei parchi, vivere il sogno dell’adolescenza, la passione per lo sport, la bellezza di un gruppo di amici, la possibilità di essere parte integrante di una comunità, della sua vita culturale e artistica, poter proporre idee ed essere ascoltati e al pari degli altri partecipare attivamente alla vita pubblica.

Alle istituzioni chiediamo un impegno a zero spese, con un forte gesto di coraggio basato su due pilastri: solidarietà e inclusione.

Un investimento immateriale, capace di accrescere quel capitale umano e sociale che può solo giovare alla comunità. Vogliamo coinvolgere maggiormente la popolazione, proponendo azioni innovative d’inserimento sociale di ogni forma di diversità, cercando di eliminare le “barriere” che negano e alterano il libero accesso alla comunità, individuando strategie di risoluzione.

Principio cardine della nostra associazione è rendere la diversità il fulcro del cambiamento, consentendo alla persona con disabilità e/o che vive in condizioni di fragilità, di promuovere un’attività di mutuo aiuto che permetta di modificare il benessere proprio e quello di altri.

Vi invitiamo pertanto ad accogliere il nostro appello, adottando l’o.d.g.: Comunità sensibile alle disabilità e alle diversità, contribuendo con impegno politico ad abbattere i muri della solitudine e del silenzio, costruendo su ogni territorio una sana alleanza tra associazioni, agenzie educative e “cittadini attivi”, volenterosi di restituire dignità e futuro ad ogni essere umano.

Manifestiamo sin da subito la disponibilità del nostro tempo, della nostra passione civile e della voglia di preparare il mondo ad un futuro solidale, intraprendendo un percorso di ascolto, condivisione e fratellanza: il punto di partenza per “formare” le comunità del domani, sensibili alla disabilità e diversità.

Sapere di avere istituzioni e cittadini sensibili è il nostro barlume di speranza.

La speranza che l’integrazione possa cominciare dai piccoli gesti per sfociare in qualcosa di più grande.

Grazie

I soci, le famiglie e volontari dell’ A.P.S. STATTI TU!


Redazione

Redazione