Franco Battiato ci lascia, chi avrà cura di noi?

Franco Battiato ci lascia, chi avrà cura di noi?

Franco Battiato ci lascia. Forse non c’è artista che abbia forgiato stili musicali sempre diversi, passando dal recitato sommesso, ai primordi del rap, alla melodia classica, dal rock progressivo, fino all’avanguardia musicale.

Franco Battiato amava ora la musica colta, prima di quella leggera e di autore. Fra gli altri stili in cui si è cimentato vi sono la musica etnica, quella elettronica e l’opera lirica.

Lungo la sua carriera, in cui ha ottenuto un vistoso successo di pubblico e critica, si è avvalso dell’aiuto di numerosi collaboratori fra cui il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani).

È finito spesso nell’esoterismo, la pittura, la meditazione, ha avuto targhe e premi dal Club Tenco.

La canzone che più amiamo e che ha avuto milioni di visualizzazioni è La Cura, un canto d’amore che ogni persona che ha un caro ammalato la canta nell’anima, con sul verso finale “avrà cura di te”

Ci ha lasciato un pezzo della musica italiana a 76 anni. Un’età che fa dire, in questa Italia sempre più anziana, “era giovane ancora” dai ragazzi settantenni.

Da citare l’ultima esperienza come assessore volontario nella giunta “Crocetta”.

Franco Battiato, però, non ha mai voluto confondere l’attività musicale con quella politica, affermando più volte che l’artista non deve essere necessariamente “un artista impegnato”, tanto meno “politicizzato”.

Questo non ha impedito al musicista, attraverso varie dichiarazioni rilasciate su giornali e televisioni, di esprimere più volte le sue posizioni politiche, dimostrandosi, nel corso degli anni, sempre vicino all’area di centro-sinistra.

Il 20 maggio del 2005, a titolo di esempio, sul Corriere della Sera, ribadisce la sua idea di votare per le comunali di Catania a favore di Bianco del centro-sinistra sfidante di Umberto Scapagnini, sindaco uscente e controverso medico personale di Berlusconi.

La frase pronunciata giorni prima: «Se vince Scapagnini, me ne vado da Catania» attirò molta attenzione.

Se ne va un artista, sipario giù, si riaprirà presto perché lo spettacolo continua e allora diremo ancora, rivolgendoci a lui “musica maestro”

Redazione del Corriere di Puglia e Lucania


Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi