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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 17  maggio 1723, nacque a Rovereto Bianca Laura Saibante. Nacque in un’importante famiglia patrizia. Quarta di quattordici fratelli, il più noto dei quali, Francesco Antonio, condivise con lei gli interessi in campo culturale. In casa Saibante alcuni intellettuali roveretani dell’epoca iniziarono a riunirsi periodicamente dando vita ad un salotto letterario, ed in seguito all’Accademia degli Agiati. Già nei primi anni l’Accademia roveretana raccolse un notevole numero di affiliati (più di cento, solo nel 1751) e nel 1753 fu riconosciuta con diploma imperiale dall’imperatrice d’Austria. Bianca Saibante scrisse diverse composizioni poetiche d’imitazione petrarchesca. Nel 1754 sposò il collega e primo Agiatissimo Giuseppe Valerian Vannetti, che morì prematuramente. Tuttavia continuò l’opera, instradando alla ricerca culturale anche il figlio, che divenne presto stimato intellettuale a livello internazionale. In casa Vannetti-Saibante si raccolsero circa seicento volumi che costituirono il primo nucleo della Biblioteca Civica di Rovereto. Sopravvissuta al marito, Bianca sopravvisse anche al figlio, che morì per una pleurite, il 13 marzo 1795. Si spense due anni dopo, nel 1797.

SONETTO

Guido per vasto mar la fragil barca,
Che ’l vento intorno e la nera onda preme;
E lo spavento sol vien meco insieme,
Che fa gir l’alma di conforto scarca.

Odo voce: Per quinci alcun non varca.
Onde altamente il cor più che anzi teme;
Sicchè da me ne vola omai la speme,
E lo stame è in poter della ria Parca.

Signor, ben vedi come seco porta
Lunge dal lido la mia navicella
La folta turba de’ rei venti insorta:

Onde tu per mercè l’alma tua stella
Fammi veder, che lieta pace apporta;
E tosto cesserà l’atra procella.

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