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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 16 maggio 1929, nasceva a Baltimora Adrienne Rich, poetessa, saggista, insegnante e femminista statunitense. Dopo essersi laureata nel 1951 al Radcliffe College, vinse il premio Yale Series of Younger Poets per i poeti emergenti. Questo riconoscimento le permise di pubblicare il suo primo libro,A Change of the World.

Nel 1953 sposò l’economista Alfred Conrad. È solo nel 1963 che è stata riconosciuta come una delle scrittrici più importanti a livello nazionale per la sua voce poetica e per i temi femministi dei suoi testi.  Nel 1969 si allontanò dal marito e divenne attivista dei movimenti di liberazione femminista.

Nel 1974 ricevette il «National Book Award for Poetry», prestigioso premio statunitense per la poesia. Rifiutò di ritirare il premio a titolo personale e decise di accettarlo solo a nome di tutte le donne. Nel 2003 per protestare contro la guerra in Iraq rifiutò di partecipare a una conferenza alla Casa Bianca.

E’ morta a Santa Cruz ( California), il 27 marzo 2012.

CIÒ CHE È POSSIBILE

Una notte chiara               se fosse chiara la mente

Se la mente fosse semplice, se la mente fosse nuda
di tutto tranne che delle necessità più antiche:
cucchiaio di legno       coltello          specchio
tazza                                    lampada                  scalpello
un pettine che passa tra i capelli accanto a una finestra
un lenzuolo
 gettato via nel sonno

Una notte chiara in cui due pianeti
sembrano avvinghiarsi l’uno  all’altro              in cui l’erba terrestre
si muove come seta nella luce stellare

                                                               Se la mente fosse  chiara
e se la mente fosse semplice            potresti prendere questa mente
questo particolare stato        e dire
Così vivrei se potessi scegliere:
questo è ciò che è possibile

Una notte chiara.           Ma la mente
della donna che immagina tutto questo       la mente
che rende tutto questo possibile
non è chiara come la notte
non è mai semplice           non può abbracciare
le sue verità come si abbracciano i pianeti in transito […]
Se potesse mai ridursi a qualcosa di simile
a un pettine che passa tra i capelli accanto a una finestra

niente di più
un lenzuolo
gettato via nel sonno
ma la mente
della donna che pensa ciò              è avvolta nella battaglia
occupata da una diversa missione
uno stelo d’erba       secca erba piumosa      radicata nella neve
che si agita nell’aria gelata        una bacchetta fiera
che disegna grafici

Anche il dito scorre
su pagine di un libro

ha più buon senso della poesia che legge
conosce attraverso la poesia
attraverso i vetri piumati di ghiaccio
l’inverno
che contrae gli artigli
il vento-falco
pronto a uccidere

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