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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 15  maggio 1865, nacque ad Amsterdam Albert Verwey, poeta e saggista olandese. Fu tra i fondatori de La nuova guida (De Nieuwe Gids) che contribuì a fondare nel 1885 e redigere fino al 1890. Nel 1894 fondò La rivista bimestrale che dal 1902. Nel 1905 fondò Il movimento, che diresse fino al 1919, intorno al quale si raccolse un valido gruppo di giovani poeti. Dal 1924 al 1935 fu professore di letteratura neerlandese all’Università di Leida. La sua opera poetica, raccolta in una ventina di volumi, ha un’impronta aristocratica e individualista. Si occupò anche di storia e di filosofia; come critico, rimase saldamente ancorato alla tradizione. Fra le sue numerose opere: La vita di Potgieter, del 1903; Hendrik Laurensz Spieghel, del 1919; e su Frederik van Eeden, postumo, pubblicato nel 1939. Nel 1923 pubblicò anche una traduzione della Divina Commedia. 

COMMEDIA E SERIETÀ  (SPEL EN ERNST) 

O noi camminiamo in schiavitù,

illusi di vivere in libero arbitrio,

alteri e incorruttibili osserviamo la vita,

e colui che la prigionia sempre avverte,

ma solo a se stesso confessa quella pena,

recita l’illusione, da freddo e consapevole

maestro, con la lieta soddisfazione dei

commedianti al cospetto dell’umanità.

Ma chi, ubriaco d’illusione, non fa che

sognare e dimentica che è un’illusione,

egli è davvero libero, e la sua commedia

tanto seria da diventare immortalmente seria

E dalla Vita che Illusione chiede

sgorga Forza infinita e infinita Volontà

 

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