I problemi italiani

I problemi italiani

Ecco a mio modesto avviso i problemi principali italiani (non sono stati messi in ordine di importanza e in base alla priorità), su alcuni dei quali il governo si spera  intervenga, sfruttando i soldi del Ricovery:

  • Scarsa tutela dei beni culturali e del paesaggio. Mancato sfruttamento economico di tale patrimonio. I turisti stranieri vedono pochi luoghi e poche opere dell’Italia. La stragrande maggioranza del turismo culturale si concentra solo nelle città d’arte. Ci sarebbero molti luoghi ameni da valorizzare.
  • Classe politica privilegiata, inadeguata e inaffidabile. Troppe prebende. È una casta. Berlinguer voleva politici onesti e capaci. Questo non è avvenuto e gli italiani si sono così disaffezionati alla politica che chi si astiene e gli elettori incerti fanno da ago della bilancia ad ogni elezione. I partiti dovrebbero essere più selettivi e formare come un tempo la loro classe dirigente e/o sceglierla tra l’eccellenza della società civile.
  • Scarso senso dello stato degli italiani.
  • È un Paese gattopardesco: cambiare tutto perché nulla cambi.
  • Influenza della massoneria nei governi.
  • Iniqua distribuzione dei redditi, ovvero disparità delle condizioni di vita. I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. A proposito di redditi si registra un forte divario tra Nord e Sud.
  • Scarsa competitività delle imprese. Insufficiente innovazione. Insufficienti investimenti per la ricerca e lo sviluppo.
  • Eccessivo abbandono scolastico e mancanza di una riforma decente della scuola. Gli edifici crollano, scarseggiano i computer e manca perfino la carta igienica nei bagni. Programmi scolastici antiquati, insegnanti lasciati soli a se stessi, ricattabilità e clientelismo dei docenti universitari. Mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro per neodiplomati e neolaureati.
  • Troppe tasse. Alcuni sostengono che ciò sia la conseguenza dell’elevata evasione fiscale. Altri al contrario sostengono che ci sia troppa evasione a causa dell’eccessiva pressione fiscale.
  • Troppo inquinamento. Ci vorrebbe una maggiore difesa dell’ambiente.
  • Giustizia troppo lenta. Ci sono troppe prescrizioni e troppi che la fanno franca. I tempi dei processi non sono da Paese civile.
  • Pessima qualità dei servizi pubblici in alcune zone di Italia (sanità, giustizia, trasporti, rifiuti, acqua, gas, asili nido).
  • Eccessiva spesa pubblica. Stato troppo costoso. Statalismo e assistenzialismo, ma welfare debole.
  • Troppa burocrazia. Fare impresa è difficile per i troppi lacci e lacciuoli, nonostante l’ingegnosità degli italiani. Troppa inflazione legislativa. Per questo motivo ci sono molti avvocati e commercialisti nel nostro Paese. Ogni piccolo imprenditore è come l’agrimensore ne “Il castello” di Kafka.
  • Troppa disoccupazione. Sopratutto troppa disoccupazione giovanile. Peggio di noi solo Grecia, Spagna, Cipro, Croazia. La disoccupazione giovanile era circa il 40%, prima della pandemia.
  • Troppo precariato che a lungo termine non permette di ottenere un mutuo e neanche di mettere su famiglia. Le banche non concedono prestiti o mutui a chi non ha contratti a tempo indeterminato. Gli stessi sindacati si trovano in difficoltà a difendere i lavoratori precari.
  • Troppa corruzione. Una quota consistente del PIL va via in mazzette
  • Troppa violenza nei confronti delle donne. Troppi femminicidi dovuti alla possessività patologica, ad una gelosia ossessiva e all’incapacità di certi uomini di capire e accettare i mutamenti socio-economici.
  • Intreccio tra mafie e politica. Un tempo erano i malavitosi ad andare dai politici. Oggi paradossalmente in alcuni casi si verifica il contrario: sono i politici che si recano dai malavitosi chiedere i voti. Chi sono veramente i corrotti e chi i corruttori?
  • Mancanza di un approccio razionale per la questione dell’immigrazione. I politici affrontano la questione in modo troppo emotivo. Si va dall’accoglienza totale a chi vorrebbe affondare i barconi. Naturalmente i migranti devono essere salvati e deve essere loro garantito un trattamento umano. Gli altri stati europei dovrebbero essere più solidali e aiutare l’Italia. Certamente dovrebbero essere controllati in modo più equilibrato i flussi migratori, dovrebbero essere date delle condanne esemplari agli scafisti (anche quando non avviene una strage) e dovrebbero essere sgominate le organizzazioni criminali che stanno dietro al traffico di esseri umani. Altro grande problema è garantire diritti ed opportunità agli immigrati. Con tutto questo caos a mio avviso c’è il rischio che gli italiani diventino più intolleranti che mai.
  • Scarsa sicurezza sul lavoro. Troppi infortuni mortali sul lavoro.
  • Scarsa sicurezza stradale. Troppi incidenti mortali sulle strade.
  • Globalizzazione delle merci e delle persone ma non dei diritti dei lavoratori. L’Italia che ha i lavoratori più tutelati rispetto ad alcune nazioni in via di sviluppo è più svantaggiata. Si registra per questo motivo anche la delocalizzazione delle imprese.
  • Costo del lavoro troppo elevato.
  • Crisi economica. L’economia non gira. I commercianti chiudono le saracinesche. La recessione continua. Crisi profonda dell’edilizia e del mercato immobiliare. Sempre più cittadini non si curano e non fanno visite mediche perché non hanno i soldi.
  • Politica abitativa inadeguata. Ci vorrebbe un’altra edilizia residenziale pubblica. Dovrebbero essere investiti più soldi per risolvere questo problema.
  • Questione della sicurezza. I progressisti pensano che dipenda totalmente dalla percezione soggettiva dei cittadini. I conservatori spesso strumentalizzano. Nel frattempo non c’è certezza della pena. I ladri dopo poco tempo sono subito rimessi in libertà. I cittadini non sanno come difendersi.
  • Secondo il Global gender gap l’Italia Negli ultimi anni era in ennesima posizione su 144 nazioni per le pari opportunità.
  • L’Italia non è mai ai primi posti per la libertà di stampa per Reporters sans Frontieres.  Non è ancora una nazione libera ai livelli delle nazioni nordeuropee.
  • Noi italiani: machiavellici, cinici, cafoni, disordinati, ignoranti, furbastri, approssimativi, trasformisti, ignoranti. Insomma sempre i soliti tratti distintivi del nostro carattere nazionale (anche se i sociologi non vogliono sentir parlare di carattere nazionale).
  • Denatalità. L’Italia è al minimo storico. Gli italiani non fanno più figli e sono destinati a scomparire con i loro vizi e le loro virtù, i loro difetti e i loro pregi.

Davide Morelli


Redazione

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