A mamma Maria Giuseppa. Un augurio via cuore

A mamma Maria Giuseppa. Un augurio via cuore

Giovanni Mongelli

“Anglani Maria Giuseppa era per noi ‘Nella’, così chiamata da chi la conosceva, un augurio lanciato in cielo da parte nostra alla carissima Mamma.

Ovvio, si sa che i genitori sono per noi il fulcro, la base di vita genuina di ogni famiglia e a loro, presenti e passati, vanno sempre gli auguri dal profondo del nostro cuore.

Alcuni accorgimenti della mia beneamata Mamma in passato avevano il frutto di un bene infinitamente particolare, i nostri genitori padri e madri ci tenevano tanto a noi in generale. Non badate a quelli che insultano dicendo sei mammarolo o sei sotto la gonna di mamma ecc, è solo invidia o non conoscono il vero affetto dei propri genitori, sono propio loro che si rovinano allontanandosi dall’affetto famigliare vantandosi di vivere da soli nella maggior parte dei casi sia maschili che femminili poi vogliono essere mantenuti da single donne o maschi che fanno una vita regolare, ma lasciamo stare, è lungo da descrivere il tutto.

Mia madre aveva una confezione per bambini, vestitini, bavette, camicine tutto quello che concerne il mondo infantile. Tempo fa caricavamo la macchina, parlo degli anni 70 e andavamo a vendere ai negozi in provincia di Bari, Lecce, Foggia o fuori regione. Tempi che veramente si poteva lavorare e poter guadagnare; erano confezioni fatti in casa, ricamati da una piccola azienda famigliare.

Le mie sorelle cucivano e ricamavano.
Si partiva al mattino poi a mezzogiorno ci si fermava per uno spuntino e si continuava il giro di vendite.

Eravamo in tre: io, mia madre e mio padre.

Una piccola azienda di confezioni artigianali, che ci faceva vivere dignitosamente.

Mamma sei in cielo con papà e tanti bei ricordi del passato, salva tutti noi da questo male pandemico covid 19. Metti una parola buona con Dio per tutti noi.

Dirigo il mio sguardo al cielo e ti mando un bacio.

Mi Madre mio angelo.

Ti sento volare nei miei sogni e quando dormo sento le tue ali che mi sfiorano il viso asciugandomi le lacrime che ho versato poiché non posso più  trattenerti tra le mie braccia ma nel mio cuore.

Hai guadagnato quelle ali cara Mamma e sarai sempre un angelo per l’eternità.
Non hai mai rughe, visino giovane; il visino dell’amore serio con l’odore di matita di scuola inebriante in tutto il tuo corpo”.


Redazione

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