mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Ecco la squadra americana di matematica che ha battuto quella cinese

La foto che vedete potrebbe sembrare solo una curiosità, una chicca simile nel concetto a quella vecchia barzelletta sulla valanga azzurra formata da Ernst Steinmaier, Alois Grunewald, Otto Pichler e dall’austriaco naturalizzato italiano Pasquale Esposito.

Invece  è una plastica rappresentazione della realtà: l’insieme del sistema educativo e formativo americano, che tanto piace ai cretini compulsivi di casa nostra, non funziona più e deve o importare gente preparatasi altrove oppure ricorrere, come in questo caso, all’apporto di comunità in qualche modo autonome dal contesto, con una propria tradizione e spesso scuole separate e gestite in proprio come per l’appunto accade con gli asiatici e con i cinesi in particolare.

Non si tratta per nulla di multiculturalità, ma del fatto che la cultura anglosassone, asserragliata ormai dentro il pensiero unico e i suoi canoni ossessivi di profitto e privatizzazione e con la sua scala di valori, produce proprio questo.

Né si pensi che ciò dimostri – come poteva essere ancora mezzo secolo fa  – che sia la forza di attrazione dell’impero a generare queste situazioni.

Nei cinque anni appena trascorsi 400 mila laureati di origine cinese, quasi sempre tra gli studenti migliori, sono ritornati nell’ex celeste impero.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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