La verità della menzogna nel libro di Pierfranco Bruni che racconta la panacea del dubbio da Giordano Bruno a Ipazia al matematico Mariano Bruni

La verità della menzogna nel libro di Pierfranco Bruni che racconta la panacea del dubbio da Giordano Bruno a Ipazia al matematico Mariano Bruni

Riceviamo e pubblichiamo

Teodora Forlengo

Lo studio è incastonato tra due dialoghi. Il primo e l’ultimo capitolo. Alla Pavese  tradizione.  Un dialogo immaginario tra Ippocrate e la Ragione come incipit del libro. Un dialogo tra Il filosofo e lo scienziato come definizione del percorso.  Al centro l’esplicarsi di un pensiero forte tra scienza, potere, filosofia, storia e antropologia. È l’ultimo lavoro di Pierfranco Bruni dal titolo accattivante “La panacea letale. Il rapporto tra scienza e potere” edito, in un centinaio di pagine, nella bella veste tipografica, dalla casa editrice Ferrati. Al processo storico e filosofico di questo libro mi riferisco. In copertina un suggestivo Rembrandt. Pierfranco Bruni apre un dibattito tutto nuovo sulla scienza nella attuale temperie servendosi degli strumenti a lui più congeniali, ovvero quelli della metafisica.

Chi potrà vincere? La scienza o il potere? Ma Bruni si allontana da questa domanda comparativa perché pone subito delle basi che sono quello prettamente pedagogici. Infatti si concentra prioritariamente sul dato filosofico tracciando dei percorsi necessari proprio in questo attuale contesto. Non ha timore alcuno di tirare sulla scena anche l’antico dilemma tra scienza e fede.

È un libro molto intenso, coinvolgente, problematico. Bruni con il suo coraggio di sempre accende e non spegne.

Accende discussioni, confronti, dialettiche sia intorno alle problematiche storico – filosofiche che su quelle di natura scientifica ponendo all’attenzione personaggi e tematiche. Come nri capitoli in cui mette allo specchio personalità come Matteo Ricci, Opazia di Alessandria di Egitto, Giulio Cesare Vanini, Giordano Bruno e Mariano Bruni.

Grazie a questi nomi attravesa il legame e le contraddizioni tra scienza ed economia, scienza e politica e fede e scienza. Una riflessione ultima é sulla metafisica dell’errore. Insomma mette in stretta correlazione le scienze con le filosofie e le antropologie.

Un libro robusto. Un libro Pensiero in un tempo sradicatao dal pensiero e fragilmente dentro una prassi del relativismo. “La panacea letale” é un libro che resta. C’è il Bruni pensiero forte che si correla con il concetto di errore, di dubbio, di menzogna, di bugia, di finzione.

Si legge:  «La verità è ancora una ricerca da stabilire. È mai possibile assistere a televisive dispute banali? Il problema si pone. Ed è molto serio. Se la scienza riesce a guardare alla spiritualità diventa salvezza. Se vive di potere diventa dominio e sabotaggio della verità. Un’eterna battaglia che continua tuttora. Se quasi tutti i filosofi che si occuparono di scienza conobbero il marchio dell’eretico o vennero uccisi, il dialogante connubio tra epistemologia scientista e metafisica logica è un’arma pericolosa per il potere».

Il rapporto tra scienza e potere impone una riflessione. Saggio estremo e chiaro, libello graffiante, manuale filosofico di sopravvivenza all’esistere. La panacea letale è tutto questo. Pierfranco Bruni tenta di configurare, per renderli ancora  più visibili, antichi e nuovi chiaroscuri storici: dalle scoperte rivoluzionarie di Galileo Galilei alla teoria dell’universo infinito di Giordano Bruno, dalla vocazione critico-razionalistica di Giulio Cesare Vanini al Manifesto degli scienziati razzisti, sino ai domini dell’economia politica e all’emergenza sanitaria più importante della nostra epoca.

A questa giunge dopo una intraprendente analisi sulle culture e sulle civiltà passate penetrando il vero sottosuolo del rapporto tra potere e scienza, ovvero tra il potere della scienza e la scienza del potere. Un libro che ci racconta raccontando l’errore il dubbio e la ricerca della verità in un passaggio apocalittico che é quello della verità della menzogna.


Redazione

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