La menzogna

La menzogna

L’Opinione di Roberto Chiavarini 

Direttore, sarà mai possibile che, qualcuno, un giorno vicino e/o lontano, possa diffondere una “menzogna” di dimensione planetaria, per il mero scopo di acquisire potere politico e supremazia, che tenda ad assoggettare forzatamente il popolo, evitando, così, lo spargimento di sangue, assolutamente necessario, nel recente passato, per la conquista del Potere?

Vincenzo Santoro

Taranto

Certo che sarà possibile, mio caro Amico.

Tenga presente che, oggi, siamo nell’Era della video-comunicazione, della informatica che, gioco forza, crea confusione e dove tutto può essere rappresentato, “in tempo reale”, come il contrario di tutto.

Non sarà però “qualcuno”, ma potranno essere, presumibilmente, un gruppo di Potenti animati dallo stesso obiettivo finale.

Appare altrettanto evidente che, difficilmente, la Storia potrà riproporre un nuovo singolo “Dittatore”, la cui figura abbiamo imparato a conoscerla da ragazzi, sui nostri libri di Testo a Scuola.

Magari, saranno dei moderni Potenti, galvanizzati da una sorta di Globalismo trasversale, utilizzato ad “uso e consumo” che fonderà la propria “forza”, sull’assoggettamento di massa…

A proposito di “menzogna”, legga cosa scriveva attraverso un suo aforisma, proprio uno dei più potenti “Dittatori” tristemente noto, vissuto nella prima parte del ‘900:

“…Più grande è la menzogna e più grandi sono le probabilità che venga creduta dal popolo.”

Consideri che, nella recente Storia della Umanità, da Cesare ai giorni nostri, la strategia del Terrore, ha assoggettato miliardi di uomini nel mondo.

Purtroppo, è fisiologico che ciò possa accadere, tra i corsi ed i ricorsi storici, naturalmente con strumenti, meccanismi e progetti adeguati alla nostra epoca anche se, segretamente, spero proprio di no, poiché, ciò che gli inglesi chiamano “the imponderable”, è sempre dietro l’angolo.

La storia dell’Umanità, ne è piena di eventi imponderabili. E, poi, il male non vincerà mai sul bene.

Il bene della libertà e della Democrazia sono, per l’uomo moderno, inalienabili.

Una cosa è certa che, con l’avvento della informatica, nulla sarà più come prima.

Per farLe comprendere come i tempi siano cambiati in soli 60 anni, provi a ricordare il famoso Film dal titolo “Guardie e Ladri”, di Steno e Mario Monicelli, con Totò e Aldo Fabrizi.

Il famoso Totò “vestiva” i panni del poveraccio di turno ridotto al lumicino (il cittadino) mentre, l’eccellente Attore Aldo Fabrizi, quelli della Guardia.

Esilarante fu l’inseguimento della Guardia (Aldo Fabrizi, nella parte del Poliziotto grasso e panciuto) al Ladro (Totò, il cittadino della strada, piccolo nel fisico, smilzo, claudicante e con la milza infiammata), nella scena madre di quella pellicola.

Quando entrambi furono esausti, si fermarono ad una ventina di metri uno dall’altro e la “Guardia” (Fabrizi) gridò all’inseguito (Totò) ”:…”brutto delinquente…ormai ti sei fermato… sei preso…vieni qua…” e il Ladro rispose”…”a chi?…a chi?…tu vieni qua…sei tu che mi devi arrestare”. 

Sicuro com’era che, la guardia, non ce l’avrebbe mai fatta a raggiungerlo, per via della sua scarsa agilità fisica (a differenza di quelli di oggi, la maggior parte di loro alti, forti e muscolosi, oltre che dotati di buona cultura).

Al di là dei contenuti di quella trama, quanta semplicità e quanta tenerezza emergeva da quei fotogrammi mentre, la sceneggiatura, metteva a nudo le due figure, uguali e contrarie, ma dotate entrambe degli stessi “semplici mezzi” di allora.

Ed i Registi di quel film, rimarcavano l’aspetto sociologico di quell’inseguimento, dove la Guardia per “dovere Istituzionale”, doveva trarre in arresto il cittadino disagiato per un furtarello di poco conto, “presentato” come colui il quale andava pure contro la Legge, ma in buona fede e solo per poter mettere il piatto a tavola.

Oggi, se un “Potere costituito” in qualsiasi parte del mondo  (laddove dovesse perseguitare, a torto e/o a ragione, il cittadino necessitato dalla sopravvivenza), è dotato di strumenti di alta tecnologia, di Droni, del Trojan, di computer, di armi sofisticate, di pedinamenti satellitari, di riconoscimenti facciali elettronici, di strumenti che rendono più veloce ed analitica qualsiasi indagine sociologica e di controllo dei cittadini, in tutti i settori della vita di ogni giorno, senza contare i dispositivi chimici.

Non sarà facile, in futuro, sottrarre l’informatica dalla nostra vita di tutti i giorni che, gioco forza, di contro, eliminerà socialmente dalla faccia della Terra, una quantità considerevole di persone che, nel frattempo, saranno fuoriuscite dal circuito delle nuove ed avveniristiche dinamiche strutturali, dettate da una Civiltà sofisticata, tecnologicamente e scientificamente avanzata.

La povertà, raggiungerà livelli inauditi, l’ingiustizia sociale, farà si che le conquiste degli ultimi 80 anni, nel campo dei Diritti Civili, dei Diritti Umani e delle Tutele del lavoro, sembreranno un lontano ricordo.

Pensi che, già oggi, “Primo maggio”, la Festa dei lavoratori, è palesemente sotto tono.

Ritengo che, alla fine della giostra, fisiologicamente, l’Umanità toccherà nuovamente il cosiddetto punto di non ritorno, determinato dall’arroganza e dall’egoismo del Potere, dove le Componenti dei vari “Regimi” mondiali, confliggeranno tra di esse, dove tutto sarà azzerato, dove i pochi sopravvissuti torneranno ad una nuova “Preistoria”.

L’Umanità, ha rischiato l’estinzione, conseguenza di una probabile Terza Guerra Mondiale tra due superpotenze, già negli anni ‘60, momento storico identificato come “La Baia dei Porci”.

Ma a quell’epoca l’informatica era agli albori.

E sarà così che, i Potenti e i Prepotenti di quella nuova “Era post-Tecnoclogica”, si rigenereranno dalle radici del male, come la malapianta che cresce spontanea nel Giardino Terrestre dell’Eden, che Dio ci ha concesso in “affitto”, ricominceranno ad imporre la loro supremazia, tornando ad usare armi primordiali, come le pietre e i bastoni.

E tra un bastone ed una carota, tutto ricomincerà daccapo.

Caro Amico, chi mi da tutta questa certezza profetica?

La certezza, me la da Albert Einstein, il famoso Scienziato Premio Nobel per la Fisica, attraverso un suo aforisma, che enunciò in un “Tempo lontano”, ovvero in epoche non sospette, e che recita più o meno così:

Non ho idea di quali armi si serviranno per combattere la “Terza” Guerra Mondiale ma, la “Quarta”, sicuramente, sarà combattuta coi bastoni e con le pietre”.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica


Redazione

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