Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 30 aprile 1937, nasce a Leeds Tony Harrison, uno dei maggiori poeti viventi britannici. Nel 2004 è stato vincitore del Northern Rock Foundation Writer’s Award.

Molto del materiale che costituisce la sua poesia è attinto dai ricordi della sua infanzia, vissuta in una famiglia proletaria. Nel linguaggio poetico e nelle traduzioni da lingue straniere e classiche mette in mostra una grandissima abilità nella costruzione metrica, che si uniscono all’adattamento al linguaggio colloquiale. Tra le sue raccolte di versi più famose, ‘The Loiners’ e ‘From the School of Eloquence’. Nel 1998, ha scritto e diretto il film Prometheus, basandosi sul proprio poema omonimo, per difendere i lavoratori delle miniere di carbone dello Yorkshire. Durante le riprese del film, una statua dorata di Prometeo alta nove metri è stata trasportata dal nord dell’Inghilterra fino in Grecia.

Il mangiafuoco

Mio padre parlava come quei maghi che avevo visto
cavare sciarpe, bandiere, fazzoletti di seta,
dalla bocca: rosso, blù, verde…
i colori eran tanti che mi avrebbero soffocato.
Suo fratello maggiore aveva una balbuzie tremenda.
Papà concludeva le frasi con “ma…”.
Roba più grezza della seta: estraevano grammatica
Che gli s’era tutta aggrovigliata nella pancia.
Le loro esibizioni io mi sforzo di ripeterle.
Sono il pagliaccio mandato a svuotare la pista.
Le loro lingue di fuoco devo ingoiarle
per risputarle annodate, in un’unica miccia
che dà fuoco a lunghi silenzi, e risale indietro
fino a Adamo che inciampa nei nomi del Genesi,
e per quanto le mie corde vocali finiscano bruciate,
ci sarà un canto costante dalle fiamme.

My father speaking was like conjurers I’d seen
Pulling bright silk hankies, scarves, a flag
Up out of their innards, red, blue, green,
so many colours it would make me gag.
Dads eldest brother had a shocking stammer.
Dad punctuated sentence ends with but…
Coarser stuff tnah silk they haulled up grammar
Knotted together deep down in their gut.
Theirs are he acts I nerve myself to follow.
I’m the clown sent in to clear the ring.
Theirs are the tongues of fire I’m forced to swallow
then bring back knotted, one continuous string
igniting long-pen silences, and going back
to Adam fumbling with Creation’s names,
and though my vocal chords get scorched and black
there’ll be a constant singing from the flames.

(da ‘In coda per Caronte’,  traduzione di Massimo Bacigalupo)


Redazione

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