Altamura – In giro per il centro storico con il 3-ruote Ape car di Lorenzo Cappiello, un servizio che affascina i turisti

Altamura – In giro per il centro storico con il 3-ruote Ape car di Lorenzo Cappiello, un servizio che affascina i turisti

Giovanni Mercadante

APE TAXI TOUR APULIA

Anche ad Altamura fa capolino il servizio “Ape Taxi Tour Apulia”,  un  3-ruote turistico  Ape Car ad opera di Lorenzo Cappiello, un piccolo imprenditore di servizi  che ha pensato di accogliere i turisti nell’antico borgo federiciano.  E’ presente sul territorio già da qualche anno. Spera di rivedere tanti turisti e di accoglierli sul suo affascinante  veicolo dopo il lockdown. 

Il centro storico della Capitale della Murgia è il più esteso di tutta la Puglia con oltre 80 claustri e una strada carrozzabile che forma un anello, se volete una specie di circonvallazione, dentro le mura medievali. 

A bordo del 3-ruote Ape car,  è una piacevole sensazione di appagamento per gli occhi e  lo spirito.

Il borgo antico, non è fatto solo di viuzze, stradine strette, ma anche di strade piuttosto larghe, perché secondo la storia contadina di Altamura il traino era il mezzo di locomozione per eccellenza negli spostamenti dal centro abitato alle numerose masserie che distano oltre 15 chilometri, tenuto conto che il territorio è il più vasto della Puglia (oltre al predetto centro storico).

                                                    Porta Bari

Cosa offre il centro storico  al visitatore, al turista? Innanzitutto il benvenuto è dato dall’imponente portale situato a Porta Bari. La maestosità dell’edificio, lo “charme” della facciata con le due statue poste ai lati di S. Irene e S. Maria Assunta, con all’apice della struttura l’ostensorio, ad indicare una certa sacralità e reverenza per chi varca per la prima volta l’arco per accedere nel centralissimo Corso Federico II di Svevia, salotto della vita cittadina, è un momento emozionante. Gli occhi vogliono catturare in un solo colpo il maestoso palazzo De Angelis con  le sue mura medievali.

Attraversando il portale, si resta  subito stupefatti dal primo palazzo a sinistra, appunto De Angelis-Viti, il cui portale è sormontato dallo stemma quadripartito, ad indicare l’antichissima nobiltà dei proprietari. Si estende su intero isolato.

Non piccoli edifici, ma palazzi nobiliari attaccati uno appresso all’altro quasi tutti con stili diversi dovuta alla stratificazione storica e all’urbanizzazione che ha caratterizzato la cittadina murgiana. Quindi palazzi del ‘400-500-600-700.

Quelli invece della cinta muraria esterna, sono tutti dell’Ottocento, edificati con l’abbattimento delle mura medievali e con una parte della mura megalitiche.

Addentrandosi nel cuore pulsante del borgo,  a un centinaio di metri, il Palazzo di Città richiama uno stile ottocentesco; è l’ex edificio della chiesa di S. Francesco, seconda per importanza dopo la chiesa madre, che fu ristrutturato per fare la sede del Comune.

Palazzo Melodia

Ed ecco nei pressi il palazzo Giannelli del ‘400, con due balconi incassati a forma di conchiglia; proseguendo verso la cattedrale, a pochi passi, altri due palazzi: quello dei Corcoli in claustro Giannelli e subito dopo il palazzo dell’antica e nobile famiglia dei Conti Sabini, oggi B&& gestito da Nunzio Lagonigro; sul portale accanto lo stemma del casato Filo/Sabini con la data: 1583, seguito dalla cappella di famiglia dei Giannelli dedicata a S. Giacomo

Di fronte, il palazzo dell’arciprete Ottavio Caputo del 1600, nei cui interstizi della balaustra è inserito il suo stemma parlante: una “C”, sormontato da  corona gentilizia.

Spostando lo sguardo, si vede l’imponente e maestosa cattedrale voluta e fatta edificare dall’imperatore Federico II di Svevia  nel 1232, simbolo sacro della comunità altamurana. Immagine che è replicata su oggetti, “packaging”/confezioni, vasellame, quadri. Altamura si identifica con questo edificio sacro. Il portale del XIV secolo, accompagnato ai lati da due leoni e sormontato da due stemmi dei regnanti di allora,  propone immagini scolpite nella pietra  che fanno riferimento al vangelo.

Cosa dire poi dell’interno,  a tre navate, imponente, con le colonne rivestite di marmo; soffitto decorato di stucchi e impreziosito dagli stemmi policromi dei regnanti: Carlo V, d’Aragona, Farnese, Savoia e lo stemma del Prelato  Giandomenico Falconi che nel XIX secolo  si adoperò per lavori di abbellimento della cattedrale. Le cappelle laterali con i sontuosi altari in marmo policromo (S. Giuseppe, Madonna di Costantinopoli), il presepe del 1500, le epigrafi dedicatorie a famiglie illustri (Sabini-Melodia-Cagnazzi), l’ambone, i quadri di pittori del ‘700, sono un susseguirsi di emozioni per chi ama l’arte, la cultura in tutte le sue declinazioni.

Dalla cattedrale si diramano tante strade interne; c’è l’imbarazzo della scelta per il percorso; qualsiasi direzione si prende i palazzi nobiliari sono onnipresenti con gli stemmi sui portali; da non perdere il Palazzo Sabini, le cui sale sono tutte decorate  e il salone centrale è ancora tutt’oggi allestito con mobili d’epoca, tendaggi damascati con lo stemma del casato; i claustri con le loro corti, tra cui la Giudecca,  le stradine  tutte lastricate, pulite; ogni palazzo presenta accanto una cappella di famiglia, magari con lo stemma nella volta dell’Ordine dei Cavalieri di Malta scoperta dallo scrivente;  cosa dire poi dei monasteri (Santa Chiara, Conservatorio S. Croce), edifici che hanno ospitato suore dell’alta nobiltà e ragazze orfane.

Qualcuno dopo queste meraviglie per gli occhi, pensa alla pancia. Non c’è da preoccuparsi, perché il centro storico offre moltissimo: panifici dove è possibile sostare per una breve pausa (panificio S. Chiara) facendo uno spuntino con la focaccia e un bicchierino di vino; la caffetteria Ronchi-Striccoli sotto il palazzo prelatizio, accanto alla cattedrale; osterie a mezzogiorno a prezzi assolutamente abbordabili; ristoranti con prezzi altrettanto modesti; le pizzerie a decine in tutto il centro abitato e alla periferia; tavole calde.

Palazzo Castelli

Stella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta – Pal. Castelli

Insomma, Altamura è una città d’arte e turistica, come dice appunto il “blasone” ricevuto l’anno scorso dalla Regione Puglia.

Da non dimenticare che Altamura ha  il Museo archeologico nazionale statale dove sono conservati splendidi reperti del IV secolo a.C, monili, ceramiche, oggetti appartenuti a guerrieri;  il palazzo Baldassarra; e poi la dolina carsica a 4 chilometri dal centro abitato, sulla Murgia, sulla cui direttrice si può fare una breve sosta per visitare il centro di Lamalunga sito del ritrovamento dell’uomo arcaico.

Le città  vicine   ricche di storia millenaria: Matera Città dei Sassi e Gravina in Puglia sono altrettanto mete raggiungibili con il  “3-ruote turistico Ape car”

Lorenzo Cappiello con il suo  caratteristico e romantico automezzo può accompagnare il visitatore ovunque: centro storico, masserie, palazzi nobiliari, dove l’ospitalità è garantita su prenotazione, come pure con un pacchetto  promozione visite guidate/alloggio B&B/ristorazione. La Murgia inoltre offre itinerari romantici per le coppie desiderose di spazi aperti e incontaminati.

(contatto +39-320-677 2666)


Antonio Peragine

Antonio Peragine