Legami indissolubili di Aurora Intermite del Liceo Moscati di Grottaglie

Legami indissolubili di Aurora Intermite del Liceo Moscati di Grottaglie

La studentessa Aurora Intermite della terza liceo classico del Liceo Moscati di Grottaglie scrive per il Corriere di Puglia e Lucania questa riflessione profonda e delicata. Noi la pubblichiamo condividendo il suo senso giovane e già saggio.

“La vita ci mette sempre alla prova, di volta in volta davanti a situazioni nuove e diverse; spesso non sappiamo come comportarci, ma sono proprio le esperienze a farci crescere e maturare.

Il ruolo più complicato è indubbiamente quello del genitore; non esiste un modello da seguire, poiché non esiste un prototipo di perfezione a cui ispirarsi. Ogni genitore ha una grande responsabilità: educare il proprio figlio con la consapevolezza che diventerà un uomo in grado di portare alti i valori che gli sono stati insegnati. La soddisfazione dei genitori è sapere che il proprio figlio avrà sempre con sé un po’ di loro; come i tatuaggi, i genitori senza rendersene conto stanno disegnando sulla pelle del bambino l’uomo che sarà da grande. Quindi, ognuno di noi è portavoce di tutti i tatuaggi che i genitori accuratamente ci hanno disegnato.

Io non credo all’esistenza della cosiddetta “famiglia del mulino bianco”, poiché le divergenze è giusto che ci siano, ma un rapporto di fiducia reciproca tra figlio e genitori è sicuramente la colonna portante.

La famiglia è il tuo luogo sicuro, la tua casa, e non ci sono persone migliori con cui confidarsi, se non i tuoi genitori. Purtroppo durante il periodo adolescenziale è complicato tenere così saldo il rapporto, poiché se un genitore ci vieta qualcosa, subito lo concepiamo come un nemico, in quanto ci sta privando di un’esperienza. Le regole devono esistere altrimenti non ci sarebbe ordine nel mondo, ma i genitori troppo severi rischiano di allontanare il proprio figlio da loro o, peggio, di farlo allontanare dagli altri, poiché complicano il suo processo di crescita e autonomia. Ogni genitore cercherà di proteggere il proprio bambino, ma, spesso, lo sta soltanto facendo rinchiudere in se stesso. Quindi è giusto staccarsi un po’ dall’ambiente familiare per imparare l’arte del vivere autonomamente. D’altra parte ci sono i genitori troppo permissivi che tendono a viziare i figli: accade che i genitori stessi diventano i burattini dei figli. Il ragazzo crescerà con l’idea che tutto è dovuto senza il minimo sforzo.

Io, invece, propendo per i genitori che ti fanno sudare sette camicie per un sì, che ti fanno disperare perché a quella festa non puoi proprio mancare, che ti fanno piangere perché la loro risposta è stata no, ma poi tutto si conclude con un abbraccio, perché nella vita non esiste una sola direzione, quindi ci saranno i sì e ci saranno i no, ma ciò non cambia l’amore dei genitori e il tuo affetto verso di loro.

Un po’ di anni fa la figura del padre-padrone era molto frequente, ma lasciamo al passato ciò che è del passato, in quanto le loro basi sentimentali sono un groviglio di egoismo e solitudine. Tendono a scagliarsi contro la famiglia a causa di frustrazioni passate, spesso dovute all’infanzia mancata o per semplice desiderio di potere. Purtroppo questo loro comportamento lascia segni indelebili su chi lo subisce. Ecco perché bisogna distinguere il comportamento autoritario e autorevole. Il primo è caratterizzato dall’obbedienza, senza scendere a compromessi, il secondo prevede rispetto reciproco. Insomma, mentre l’autorità si impone, l’autorevolezza si costruisce. Questo concetto è ben definito da Platone, che diceva: “Non inducete i ragazzi ad apprendere con la violenza e la severità, ma guidateli invece per mezzo di ciò che li diverte, affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo”. Ovviamente ogni cosa ha il suo tempo, ma un genitore non deve tardarne l’arrivo per pura convinzione di proteggere il figlio, perché i rimpianti dell’adolescenza si potrebbero scagliare contro l’età adulta e in quel caso risulterebbero anche fuori luogo; potrebbe anche accadere il contrario, quindi bambini cresciuti troppo in fretta che rivendicano la loro infanzia da adulti, crescendo con frustrazioni incolmabili. Insomma il ruolo del genitore è di guidare il proprio figlio lungo il sentiero della vita, ma non per sempre; prima o poi è necessario che si lasci lo spago dell’aquilone e solo all’ora il bambino spiccherà il volo.

Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. E’ bene che una volta ogni tanto si scottino le dita. (Gandhi)”


Redazione

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