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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 25 aprile 1921 nasceva a Firenze Margherita Guidacci.

Perse giovanissima la sua famiglia. La sua infanzia estremamente solitaria, influenzò fortemente il suo carattere, incline all’introspezione e alla creatività. Dopo aver frequentato il liceo classico si iscrisse all’Università di Firenze, dove si laureò in Letteratura Italiana, con una tesi su Ungaretti. Si specializzò, quindi, in Letteratura Inglese e Americana. Tradusse opere di John Donne e di Emily Dickinson. Nel 1945, iniziò ad insegnare Letteratura Inglese ed Americana nei licei, per poi passare all’Università di Macerata e infine, presso l’Università Vaticana. Nel 1946 l’editore Vallecchi le pubblica la raccolta La sabbia e l’angelo, con cui vince poco dopo il premio letterario Le Grazie in ex aequo con Sandro Penna. È solo il primo di numerosi riconoscimenti. La spinta a scrivere, spiega la poetessa, viene dalla ricerca di una alternativa al dolore e alla morte con cui dovette fare i conti sia in famiglia che attraverso l’esperienza della guerra. Visse per il resto dei suoi giorni a Roma, dove si spense nel giugno del 1992.

Atlante

Davanti a te la mia anima è aperta
come un atlante: puoi seguire con un dito
dal monte al mare azzurre vene di fiumi,
numerare città,
traversare deserti.

Ma dai miei fiumi nessuna piena ti minaccia,
le mie città non ti assordano con il loro clamore,
il mio deserto non è la tua solitudine.
E dunque cosa conosci?

Se prendi la penna, puoi chiudere in un cerchio esattissimo
un piccolo luogo montano, dire: «Qui fu la battaglia,
queste sono le sue silenziose Termopili.»

Ma tu non sentisti la morte distruggere la mia parte regale,
né salisti furtivo
col mio intimo Efialte per un tortuoso sentiero.
E dunque cosa conosci?

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