Lettera al Presidente Draghi: ritiro Ordinanza regionale nr. 121 del 23 aprile la scuola a scelta da parte delle famiglie

Lettera al Presidente Draghi: ritiro Ordinanza regionale nr. 121 del 23 aprile  la scuola a scelta da parte delle famiglie
Abbiamo scritto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione e a tutto il Governo.

Oggetto: richiesta di intervento del governo affinche’ in Puglia sia ritirata l’ordinanza regionale nr. 121 del 23 aprile scorso che permette la scuola a scelta da parte delle famiglie.

GENTILE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GENTILE Ministro e sottosegretari all’Istruzione, Gentili ministri tutti,

Vi scriviamo in qualità di aderenti al movimento che raccoglie varie realtà e comitati attive sul territorio pugliese, privi di targhe partitiche e composti da genitori, insegnanti e cittadini attivi in campo sociale. Nati in pieno lockdown chiedevamo un anno fa che la Didattica a Distanza (DaD) fosse utilizzata solo per brevi periodi, in stato di assoluta emergenza e, soprattutto, che si iniziasse immediatamente ad intervenire per un rientro a scuola in presenza garantendo la massima sicurezza possibile.

Siamo largamente consapevoli della situazione dei contagi in Puglia, delle difficoltà del sistema sanitario regionale, purtroppo per molti anni depotenziato, non rafforzato in questi ultimi mesi attraverso interventi di medicina di prossimità, di prevenzione e cura. Abbiamo più volte denunciato quanto le innegabili difficoltà dello stesso sistema sanitario regionale siano state più volte scaricate sulla scuola, di sovente additata dalle massime figure istituzionali della Regione – in misura strumentale – come luogo per eccellenza dei contagi.

Vi scriviamo affinché voglia sostenerci nel ripristino della coesione di tutta la Comunità scolastica messa in discussione fortemente con l’ennesima ordinanza del Presidente della Regione Puglia (n. 121 del 23 aprile 2021), attraverso l’inserimento della “scelta”, che non esitiamo a definire scuola “à la carte”, uno strumento che provoca sfaldamento istituzionale mina il patto sociale e qualsiasi idea e fondamento di scuola pubblica come riconosciuta dall’art 34 della Costituzione italiana.

Infatti, dietro l’apparente carattere “democratico” del suddetto provvedimento si celano – ad uno sguardo più profondo – non pochi aspetti e conseguenze nefaste sul piano pedagogico e didattico. In via preliminare va rimarcato come esso trasmetta un’idea di scuola “on demand” che non tiene conto dei vincoli educativi e del perimetro nel quale debba svolgersi l’attività didattica; l’affidamento della scelta al “telecomando” in mano alle famiglie, in spregio ai più elementari principi di tenuta sociale della scuola, non tiene conto del fatto che essa rappresenta non solo trasmissione di saperi ma prima di ogni altra cosa luogo fisico e comunitario (con tutti i suoi umanissimi e giusti limiti) nel quale agiscono, dialogano, si confrontano docenti e discenti. Tale strumento ignora la nota centralità del gruppo-classe nella pratica didattica della scuola italiana (a differenza di quella anglosassone): frammentando il gruppo l’efficacia dell’azione educativo-didattica viene inevitabilmente intaccata. La scuola, in altre parole, non può essere assimilata ad un film che si può decidere di vedere sul divano di casa o recandosi al cinema!

In secondo luogo, per giungere sul piano della quotidiana esperienza, va senz’altro segnalato l’intensificarsi dei inviti più o meno espliciti da parte di non pochi docenti volti a scoraggiare la didattica in presenza: essi se da un lato purtroppo restano di difficile controllo da parte dei Dirigenti, dall’altro finiscono per costituire motivo sufficiente per scoraggiare studenti già psicologicamente provati e demotivati.

Allo stesso modo l’empiria della stessa esperienza ci ha consentito di raccogliere numerose segnalazioni relative a studenti minori – spesso in età dell’obbligo – le cui famiglie, non senza una legittimità garantita dal sopra richiamato dispositivo regionale, decidevano di adottare la Didattica a Distanza, lasciando gli stessi in assenza di un membro del medesimo nucleo familiare.

D’altra parte, converrà pure richiamare l’attenzione sulla vistosa incongruenza tra l’eccessiva prudenza in materia scolastica che qualifica innegabilmente la decisione ratificata dal Governatore pugliese e i suoi inviti – si veda la lettera, co-firmata con l’assessore allo Sviluppo Economico, rivolta all’onorevole Speranza, Ministro della salute del 21 aprile scorso – finalizzata a permettere l’apertura di attività commerciali.

Riveste inoltre primario interesse la questione legata alle notevoli e perniciose mancanze (ormai da 14 mesi a questa parte), riguardanti il rafforzamento del trasporto pubblico, l’ampliamento degli spazi scolastici e l’intervento sulla stessa edilizia scolastica, l’attivazione di contromisure efficaci a carattere sanitario nelle scuole, fra cui, a titolo esemplificativo: gli screening periodici e la dotazione per le aule di efficaci sistemi di areazione.

In altri termini ci preme porre in evidenza come l’apparente “democraticità” e “costituzionalità” della “libera scelta” introdotta dal Presidente della Regione Puglia costituisca semmai l’esito di un processo finalizzato a eludere i nodi reali che riguardano l’organizzazione e la gestione del reticolo di temi legati alla scuola, deponendo il carico degli stessi sulle famiglie pugliesi, le quali da circa un anno sono inermi e attonite di fronte al bivio strumentalmente posto tra salute e istruzione, lo stesso bivio che in altre Regioni (e non necessariamente più ricche) è stato affrontato in modo solerte e adeguato.

Vi chiediamo quindi di adoperarsi affinché:

• il governo nazionale intervenga in maniera netta al fine di impedire ulteriori deroghe regionali in materia di istruzione e didattica, sussistendo la competenza esclusiva dello Stato. Tanto più che un intero anno scolastico in tali condizioni ha creato evidenti disuguaglianze tra studenti residenti in diverse regioni.

• si dia seguito con provvedimenti concreti ed urgenti al recupero dei danni conseguenti un anno di assenza da scuola.

• La Sua presa di posizione sia resa pubblica e posta all’attenzione del governo regionale pugliese.

Siamo certi che Lei saprà utilizzare ogni strumento a Sua disposizione: parlamentare, politico, mediatico affinché agli alunni pugliesi sia garantito lo stesso diritto all’istruzione degli altri studenti d’Italia, secondo quanto previsto dall’ultimo decreto governativo.

AUSPICHIAMO UN PRONTO DEL GOVERNO INTERVENTO AFFINCHE’ ANCHE IN PUGLIA COSI’ COME IN TUTTA ITALIA SIA PERMESSA LA FREQUENZA DELLE LEZIONI IN PRESENZA SECONDO IL DECRETO LEGGE.

Comitato per il Diritto alla Salute e all’Istruzione

La Scuola che vogliamo – Scuole Diffuse in Puglia

Associazione Genitori Speciali Altamura

Priorità alla Scuola

Antonio Peragine

Antonio Peragine