Vito Dimola, un altro pezzo della cultura altamurana lascia la terra per raggiungere i grandi del mondo celeste

Vito Dimola, un altro pezzo della cultura altamurana lascia la terra per raggiungere i grandi del mondo celeste

foto di copertina Giovanni Mercadante

Vito Dimola

ALTAMURA  – Dopo la recente scomparsa dell’attore e commediografo Franceschino Terranova e quella dell’artista Domenico Ventura, Altamura piange un altro suo figlio: Vito Dimola, poeta, scrittore e commediografo, autore di molte opere in dialetto altamurano e in lingua italiana.

Franceschino Terranova aveva messo in scena diverse commedie in vernacolo  di Vito Dimola; quindi erano legati da vincoli di amicizia e di collaborazione. 

Vito Dimola è scomparso venerdì 16 aprile 2021  a seguito di una forte anemia, complicanze che si sono aggravate  nelle ultime settimane, sempre amorevolmente assistito dalla sua famiglia che non lo ha lasciato fino alla fine, afferma la figlia Rossella.

Abitava a Scandicci, in provincia di Firenze.

Lascia la moglie Carla Fierli, d’origine romana, di genitori toscani e tre figli: Guido, Lucilla e Rossella.

Vito era  nato ad Altamura il 19 aprile 1935, ma registrato all’anagrafe il 24,  da Salvatore e Lucia Lorusso, ultimo di quattro figli, tutti emigrati tra Firenze, Mantova e Milano.

Conosce l’amore della sua vita, allorquando Carla (1936) fu  costretta a seguire la sua famiglia, perché il papà aveva avuto il trasferimento a Bari per ragioni di lavoro.

Lei, nel frattempo, vincitrice di un concorso come maestra elementare, fu mandata ad Altamura alla scuola IV Novembre, in Viale Martiri 1799. Una ragazza molto bella, dai lineamenti fini che  non sfuggì all’attenzione del giovane Vito che se ne innamorò facendole una corte da buon meridionale come si usava negli anni ’60.

Il nostro, con Diploma di amministrativo conseguito presso il Tecnico-Commerciale “Genco”,    dopo aver vinto il concorso indetto dal Ministero della Pubblica istruzione,  nel 1962 si trasferì a Firenze  dove iniziò ad operare come assistente scolastico-educatore presso il Convitto Nazionale del capoluogo toscano e poi  nel prestigioso “Cicognini” di Prato.

Nel capoluogo toscano continuò gli studi conseguendo l’abilitazione magistrale e frequentando la Facoltà di Magistero.

La lontananza dalla sua terra d’origine, la Puglia,  e la predisposizione alla scrittura lo avviano sulla strada dell’espressione in vernacolo.

Dopo il matrimonio,  la produzione letteraria di Vito  non conosce soste. I suoi ricordi adolescenziali sono un potente volano per metterli a fuoco nella terra ospitante, culla della cultura italiana, dove  realizza che la sua lingua madre (dialetto altamurano) può avere un posticino nella letteratura nazionale, tanto da dedicare una poesia speciale: Terra mia, versi struggenti, densi di pathos e richiami ai topos, le cui parole sono una sequenza di immagini filmiche che passano in rassegna il suo passato, e  ricordi intrisi di nostalgia.

Nell’ultimo periodo si è dedicato alla produzione di opere per ragazzi. Ha all’attivo due raccolte ispirate al mondo animale “Storie di animali” e “Zoo parlante”, racconti, poesie e riduzioni sceniche di antiche favole con introduzione di nuovi elementi.

Diverse commedie in vernacolo sono state messe in scena dal predetto Franceschino Terranova. Nel mio libro ALTAMURA TERRA DI TALENTI/Arti Grafiche Pecoraro/2014 riporto i loro due corposi profili.

Questa coppia di artisti, con la loro singolare arte della comunicazione,  continuerà a mettere in scena nel celeste mondo dello spettacolo  le esilaranti e scoppiettanti commedie condite dalle più genuine espressioni dialettali.

Vito Dimola con Franceschino Terranova

Vito Dimola  ha partecipato a vari concorsi letterari ed ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti.

Alcuni di questi sono:

-III premio narrativa per ragazzi nell’ambito del 42° Premio Casentino a Poppi in Toscana (2017) con il racconto “Occhiospino e Codariccia”

-I premio nell’ambito della IX edizione del Premio Letterario di Poesia e Narrativa “Città di Recco Flavia Adelma Brignani” (2015)

II classificato al Premio artistico letterario di poesia e di narrativa Nicola Mirto 2012 (Alcamo – Sicilia) sempre con il racconto “Occhiospino e Codariccia”

-Premio speciale nell’ambito del 12° Premio internazionale di poesia Danilo Masini in occasione dell’anniversario della prima guerra mondiale con il racconto  “Messaggio dedicato al nemico-amico” (2018)

-Menzione d’onore al Premio “Pensieri in versi” (2014) dell’Accademia internazionale Il Convivio con la poesia “Fine corsa”.

Una delle sue ultime poesie  è “Cercami“.

Lo scrivente ha conosciuto Vito Dimola e fu ospitato a casa sua  in Corso Federico II, di fronte alla chiesa di S. Francesco da Paola, in occasione dell’intervista riportata  nella predetta pubblicazione.

Uomo elegante, raffinato, sensibile e attento ai bisogni altrui; disponibile, servizievole, delicato  nelle espressioni.

Un uomo che sapeva cogliere i dettagli e dava importanza alle piccole cose. Questo il ritratto di chi scrive, ma anche di molti che lo hanno conosciuto e frequentato.

L’amore per la famiglia è stato il pilastro della sua educazione; da meridionale e uomo di lettere era un romantico; è  stato un prezioso esempio per i figli:

-Guido (1965), nato a Bari; consulente, vive a Londra;

-Lucilla (1969), nata a Firenze, è titolare di un’agenzia di grafica pubblicitaria;

-Rossella (1970), nata a Firenze, laureata in lingue straniere, è   direttrice di una rivista italo tedesca; vive ed opera a Monaco di Baviera/Germania;  sposata con il  cardiologo tedesco Markus Basler,  ha 2 figli:  Alice e Tommaso.


Redazione

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