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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 21 aprile 1920 nasceva a Milano Nelo Risi, poeta e regista italiano. Figlio di un medico, si è laureato come il fratello Dino in medicina, ma non ha mai praticato la professione. Il cinema lo ha visto impegnato come autore di film documentari e come regista. Del 1966 è il suo primo lungometraggio, Andremo in città, tratto da un racconto della moglie, la scrittrice ungherese Edith Bruck. Ha vissuto dapprima nella città natale, poi a Parigi tra il 1949 e il 1953, stabilendosi infine a Roma nel 1954. Durante la guerra, dopo avere combattuto sul fronte russo, ha subìto la tragica esperienza dell’internamento. Negli anni del dopoguerra, ha collaborato al “Politecnico” di Vittorini e ha compiuto lunghi soggiorni all’estero. “Poeta della realtà dalle insospettate aperture liriche”, Risi ha esordito nel 1941 con le sue prose poetiche Le opere e i giorni. Seguiranno molti altri libri, fra i quali citiamo ‘Di certe cose’, per cui ottenne il Premio Viareggio e Amica mia nemica. Nel 1977 è uscita per gli Oscar Mondadori la raccolta antologica Poesie scelte, a cura di Giovanni Raboni. Di grande talento sono anche le sue traduzioni poetiche, da Kavafis, Laforgue, Supervielle, Jouve, Queneau.

LASCIA CHE TI SPIEGHI, DARLING

Queste piene
queste attuali fiumare
queste frane di muri tutto questo liquame
questa luce che ti sa tanto di colore
questi occhi duri come le pietre rare
questo stare coi morti offrendo brocche e fave
questo finire sbirro questo vocarsi suora
questo dividere la colpa col redentore
questo unirsi senza gioia tanto per sposare
questo sognare un ambo ma che altro si può fare
questo andare a messa o non si sa dove andare
questa indolenza che per te ha valore
questi alberghi solo per noi di spalle al mare
queste rovine stanche di una vita anteriore con il tempio
a oriente da contemplare
questi alti costi umani del primo sviluppo industriale
questo sedere all’alba in attesa del campiere
questo spreco di ore che è sempre un lavorare
questa filosofia esercizio intellettuale
questa speranza assurda in ogni sorta di congetture
questo linguaggio incurabile di maghi e di fatture
queste sibille velate su crete arse e ghiaie
questi fuochi d’artificio tra mucchi di letame di una gente
costretta a migrare
questo e altro che non si finirebbe mai di vedere
sono l’alibi cinico della questione meridionale.

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