Appello urgente-Aeroporto di Taranto e Recovery Plan

Appello urgente-Aeroporto di Taranto e Recovery Plan

Riceviamo e pubblichiamo

Il Governo inserisca nel PNRR il collegamento ferroviario dall’Aeroporto di Taranto-Grottaglie al suo Porto ‘Core’ europeo di Taranto (nodo intermodale atteso dall’UE entro il 2030).

Taranto, 20 aprile 2021 – Fra gli obiettivi delineati dal Recovery Plan, un contributo fondamentale nel PNRR sarà senz’altro porre rimedio al divario infrastrutturale per tutti gli Aeroporti al Sud da ammodernare e collegare per sviluppare forme di mobilità sostenibili e intermodali.

Per il Presidente del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, l’Avv. Walter Fischetti: “Occorre includere nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza gli Aeroporti da collegare ai Porti ‘Core’, come il Porto di Taranto, a chiusura entro il 2030 dei cd. ‘Nodi Intermodali’ delle Reti Ten-T. Un’opportunità per il nostro Aeroporto essere collegato con la ferrovia, importante per l’economia e per creare nuovi posti di lavoro. Il rilancio del ‘Sud discriminato’ non può prescindere da un sistema infrastrutturale moderno sempre più green, integrato e interconnesso”

A Taranto esiste un bellissimo Aeroporto di interesse nazionale, strategicamente posizionato per implementare un programma strutturato di investimenti che si collocano a pieno titolo all’interno del più ampio disegno di rilancio e di transizione del nostro Paese verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.

Secondo Assoaeroporti, “i progetti sviluppati dagli aeroporti, ad oggi raccolti e classificati da Assaeroporti, prevedono investimenti quantificabili in oltre 3 miliardi di euro, con un valore aggiunto generato dalla realizzazione degli interventi considerati stimato in quasi un miliardo di euro. In linea con gli obiettivi delineati dalla Commissione europea in termini di transizione energetica e decarbonizzazione, gli aeroporti sono da anni impegnati per l’attuazione di progetti che mirano alla sostenibilità del comparto. Tali progetti richiedono al settore del trasporto aereo un enorme impegno, estremamente gravoso in un momento in cui i flussi di cassa dalla gestione operativa sono ai minimi storici. Inoltre, l’emergenza sanitaria ha dato una forte accelerazione nella definizione di progettualità in campo aeroportuale mirate ad efficientare e rendere più sicuri i processi operativi attraverso tecnologie innovative e soluzioni digitali”.

Non possiamo quindi affidare le sorti dello sviluppo Smart del nostro Aeroporto senza provvedere ad interconnetterlo alla linea ferroviaria esistente, costruendo una sua Stazione Terminal al suo interno. Sono richiesti investimenti che l’attuale gestore pugliese non può sostenere, nemmeno in termini di tecnologie innovative proprie interne allo Scalo stesso.

Se questa nostra proposta di allacciare il nostro Aeroporto di Taranto alla rete ferroviaria regionale antistante a pochi passi non dovesse rientrare nel PNRR, sarà forte il rischio di compromettere la competitività della nostra Taranto, che perderebbe la sua funzione di trampolino di riconversione industriale, in termini economici e occupazionali. A questo proposito, dalle prime stime effettuate da Assaeroporti, gli occupati direttamente sostenuti dalla realizzazione degli investimenti (3 miliardi sopra) sarebbero pari a oltre 22 mila addetti in più nel periodo 2022 – 2026. Obiettivo nazionale impossibile da raggiungere senza i fondi del Recovery Plan.

“Il nostro concessionario aeroportuale Aeroporti di Puglia Spa non è più in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza e i normali standard di qualità dei servizi sul nostro Aeroporto di Taranto, e di sviluppare e manutenere regolarmente l’infrastruttura Terminal passeggeri. E’ quindi necessario, nel nostro caso, che sia lo Stato il diretto attuatore di questi importanti investimenti su questo suo importantissimo asset aeroportuale”.

Oggi il sistema di gestione unica aeroportuale in Puglia non garantisce minimamente l’equa ripartizione regionale del traffico passeggeri, e risulta fallimentare per Taranto.

Da quattro accessibilità aeree, si è passati ad appena due (Bari e Brindisi) con dati traffico pre covid imbarazzanti, e si continua ad offrire ai Vettori aerei solo i due Aeroporti sull’Adriatico. Taranto continua ad essere privata ingiustamente del suo suo bacino utenti da oltre 18 anni, persino quelli di continuità territoriale. Il trasporto aereo è essenziale per garantire la connettività coesa ed omogenea dei territori serviti dagli Aeroporti, per la mobilità delle persone e per lo scambio delle merci. Il pesante impatto della crisi sul nostro sistema aeroportuale – spiega il Presidente Fischetti – blocca e rallenta una serie di investimenti in Aeroporto e nella stessa Città di Taranto che ha programmato interventi in linea con gli obiettivi di sostenibilità delineati dalla Commissione europea.

Anche a livello comunitario è forte l’attività tesa a supportare l’inserimento degli investimenti aeroportuali per colmare i divari di queste infrastrutture all’interno del Recovery and Resilience Facility. Il progetto da noi proposto (collegamento dell’Aeroporto alla ferrovia elettrificata Taranto-Brindisi) offre opportunità di crescita e sviluppo economico per Taranto e il sud del nostro Paese.

Comitato Pro Aeroporto Taranto


Redazione

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