Un mondo assetato di Speranza

Un mondo assetato di Speranza

Di Daniela Piesco

“Se vi è una magia su questo pianeta, essa è contenuta nell’acqua”.Loren Eiseley

Il problema della mancanza di acqua pulita
segue e al tempo stesso e disegna
la geografia della povertà.A un miliardo e mezzo di persone nel mondo è negato l’accesso all’acqua potabile: il controllo e la distribuzione delle risorse idriche stanno alimentando nuovi conflitti tra Nord e Sud del mondo.Un futuro di pace e di sviluppo presuppone la risoluzione di questo gravissimo problema: la possibilità di accedere ad una sicura, pulita e sufficiente fonte di acqua dolce è un requisito fondamentale per la sopravvivenza, il benessere e lo sviluppo socio-economico di tutta l’umanità.

Complessivamente il 20 per cento più ricco della popolazione mondiale, concentrato nei paesi industrializzati, consuma il 58 per cento dell’acqua disponibile.L’obiettivo dichiarato del decennio mondiale dell’acqua, gli Anni Ottanta, fallito miseramente, era quello di assicurare la disponibilità di acqua potabile a ogni abitante della terra.Milioni di persone sono attualmente costrette, soprattutto nell’Africa subsahariana, a percorrere ogni giorno parecchi chilometri a piedi per rifornirsi di acqua.Ad Addis Abeba, in Etiopia, o a Ukunda, in Kenya, i poveri spendono circa il 9% del loro reddito per l’acqua; a Onitsha, in Nigeria, si arriva al 18%.A Karachi, Port au Prince, Jakarta, dove non arriva l’acquedotto, occorre acquistare l’acqua trasportata dalle autobotti, che costa 25-30 volte più di quella di rete.

Giocando con le parole del titolo di questo scritto, ho voluto così introdurre “Il senso della sete: l’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità” libro di Fausta Speranza edito da Infinito edizioni (€ 17,00 – pag. 256),da oggi in libreria.

Ho trovato interessante l’approccio della scrittrice : Il grido degli scienziati, sostiene infatti, aspetta di essere rilanciato da un potente sussulto di consapevolezza etica.

Alla denuncia di tematiche improrogabili, come il diritto di accesso all’acqua potabile sempre meno scontato, o la siccità, causa di conflitti e flussi migratori, si accompagna l’analisi della dimensione spirituale, culturale e artistica con cui nei secoli l’uomo ha guardato all’elemento naturale fonte di vita per eccellenza.

In un’epoca segnata dai disastri ambientali legati ai cambiamenti climatici e dal consumo umano eccessivo delle risorse del pianeta, l’acqua è l’emblema di quell’equilibrio naturale che gli esseri umani non possono continuare ad alterare senza annientare se stessi.Il legame profondo tra l’acqua e il diritto alla salute è una tra le questioni sociali e geopolitiche più urgenti inerenti alla più essenziale delle risorse.

Ad arricchire il volume una lettera all’autrice di Papa Francesco :“Coltivare e custodire il Creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia (cfr Gen 2.15), ma a ciascuno di noi, per far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un luogo abitabile per tutti”.

La riserva idrica è in drammatico calo per la crescita dei consumi, che nell’ultimo secolo sono decuplicati a causa dell’aumentata pressione demografica, dell’agricoltura intensiva, dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione.

In 50 anni, la disponibilità d’acqua è diminuita di tre quarti in Africa e di due terzi in Asia.La crescente scarsità delle risorse idriche sta già scatenando forti conflitti: sono parecchie le guerre dell’acqua già in corso – tra Turchia, Siria e Iraq, in Sudan, Somalia e Uganda, tra India, Pakistan, Bangladesh – e tutto lascia prevedere che in futuro aumenteranno, soprattutto in Africa centrale e subequatoriale, nel subcontinente asiatico, in Medio Oriente, in alcuni paesi dell’America latina.

Ebbene un libro per riflettere ,per pensare, per acquisire consapevolezza sulla nostra assetata esistenza,su un mondo assetato di speranza.

*Fausta Speranza è una giornalista inviata dei media vaticani, al Radiogiornale internazionale di Radio Vaticana dal 1992 e nella redazione esteri de L’Osservatore Romano dal 2016 (prima donna a occuparsi di politica internazionale nel quotidiano della Santa Sede). Collabora e ha collaborato con Famiglia cristiana, Limes, RadioRai, il Corriere della Sera – in Prima pagina – e Il Riformista. Vincitrice di molti premi (nelle sezioni Radio, Tv e Libri), è coautrice di diversi volumi, tra cui Al mio paese. Sette vizi. Una sola Italia (2012), Europa, il futuro di una tradizione (2019) e testi dedicati ai temi della comunicazione. Ha pubblicato con Infinito edizioni Messico in bilico (2018), con cui ha vinto il Premio Giustolisi al Giornalismo d’inchiesta 2018, e Fortezza Libano (2020).

Daniela Piesco

Vice Direttore www.progetto-radici.it


Daniela Piesco

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