Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 18 aprile 1925 nasceva a New Orleans, Louisiana,  Bob Kaufman, uno dei più straordinari interpreti della stagione poetica statunitense che, a partire dalla fine degli anni ʼ50, rivoluzionerà il mondo della poesia. Sua madre era una nera cattolica della Martinica, suo padre un tedesco ebreo ortodosso. Da bambino prese parte a servizi religiosi sia cattolici che ebraici; venne anche a contatto con le credenze voodoo della nonna materna. All’età di tredici anni, scappò di casa e si arruolò nella Marina Mercantile. Sopravvisse a quattro naufragi e circumnavigò il globo per ben nove volte nei successivi venti anni. Nei primi anni ʼ40 frequentò la New School di New York, dove incontrò William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Si spostarono a San Francisco, dove si unirono a Gregory Corso, Jack Kerouac e Lawrence Ferlinghetti, al centro della scena ‘Beat’. Traendo ispirazione dalle improvvisazioni del bebop jazz che si suonava nei bar di North Beach, Kaufman cominciò a recitare le sue composizioni spontanee in caffè, bar e per le strade, guadagnandosi lʼappellativo di “the original bebop man”. La maggior parte delle sue pubblicazioni furono trascrizioni delle sue performance orali. Malgrado i suoi successi nella sfera pubblica, la sua vita privata si stava deteriorando: gli anni seguenti furono segnati da difficoltà finanziarie, dipendenza dalla metadrina, e prigionia. Lʼassassinio di J. F. Kennedy spinse Kaufman a fare un voto di silenzio buddista. Si ritirò dalla società e non parlò fino al 1975, giorno in cui ebbe fine la guerra del Vietnam. In Francia era conosciuto come “il Rimbaud americano”.

Benedizione

Mosè di un bruno pallido scese alla terra d’Egitto
per far passare il popolo di qualcuno.
Tenetelo fuori dalla Florida, la non c’è ONU:
il povero governatore è tutto solo,
con seicentomila analfabeti.
America, ti perdono… perdono il fatto
che inchiodi Gesù nero su una croce importata
ogni sei settimane a Dawson, Georgia.
America, ti perdono… perdono il fatto
che mangi bambini neri, so la tua fame.
America, ti perdono… perdono il fatto
che bruci bambini giapponesi per difesa –
Capisco quanto sia necessario.
Il tuo antenato aveva la testa piena di bei pensieri.
I suoi discendenti sono esperti in proprietà immobiliari.
I tuoi generali hanno visioni fungiformi.
Il tuo popolo ha ogni giorno più
macchine, televisioni, malattie, sogni di morte.
Viva
s
aresti stata magnifica.


Redazione

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