Taranto – Il Politecnico si trasferisce in Città Vecchia

Taranto – Il Politecnico si trasferisce in Città Vecchia

Chi conosce Taranto Vecchia non ha bisogno di lunghe spiegazioni, sa già che la presenza dell’università può davvero cambiare il volto dei luoghi che la ospitano. Via Duomo, nel tratto che porta da Piazza Castello all’ex-convento di San Francesco, oggi sede del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, ne è l’esempio più importante. Va, dunque, seguita con grande attenzione la decisione del Politecnico di Bari di trasferire le proprie sedi didattiche e amministrative in Città Vecchia.

Per chi segue le vicende del mondo universitario, questa decisione non è una sorpresa. Il Rettore Francesco Cupertino lo aveva anticipato lo ha ripetuto spesso alla stampa negli ultimi mesi. Inoltre, erano pubbliche le interlocuzioni con il Comune di Taranto per l’individuazione degli edifici da destinare al Politecnico. La scelta, alla fine, è caduta su due palazzi storici già nella disponibilità del Comune: Palazzo Galeota (che fronteggia il già citato ex-Convento di San Francesco e ospita la sede tarantina dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario) e il vicino Palazzo Delli Ponti, celebre soprattutto per il suo ipogeo che ospita sepolture risalenti al V secolo d.C.

I due edifici (che risalgono entrambi al ‘700 nella loro forma attuale), secondo il sindaco Melucci, saranno nelle disponibilità del Politecnico già in estate.

L’intenzione di trasferire il Politecnico in Città Vecchia, come ha spiegato a suo tempo il Rettore Cupertino, ha principalmente due obiettivi; il primo è quello di integrare maggiormente il Politecnico nel tessuto urbano della città (l’attuale sede al quartiere Paolo VI è in posizione estremamente periferica anche rispetto al quartiere stesso, oltre che a tutta la città); il secondo è quello di collegare meglio il polo tarantino con quello barese attraverso la vicinanza alla stazione ferroviaria.

Sull’efficacia di questo progetto si pronuncerà, come sempre, il tempo, ma rimane il fatto che quello di oggi sia un passaggio che potrebbe rivelarsi cruciale nel rilancio della Città Vecchia che ogni giorno i tarantini sognano. Riportare alla vita i vicoli disabitati da decenni è, infatti, un passaggio necessario, ma che difficilmente potrà basarsi sulle iniziative di privati isolati. Solo le istituzioni possono dare l’input a questo processo, e nessuna istituzione può mobilitare una presenza consistente e qualificata (oltre che giovane) come possono farlo quelle universitarie. Ben venga, dunque, il trasferimento del Politecnico (che, va detto, non sarà totale in quanto le attività di laboratorio continueranno, almeno per il momento, a svolgersi nell’attuale sede al rione Paolo VI), con l’auspicio che, insieme alle riqualificazioni già completate (ex-seminario/MuDi, Madonna della Salute, Palazzo Amati), a quelle in corso (Casa Paisiello) e a quelle in partenza (Palazzo Carducci, Palazzo Troilo, Vico Novelune) possa rappresentare la definitiva partenza per la seconda vita di Taranto Vecchia.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

 

 

 

 


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