Home Ambiente & Salute Erboristeria delle Lettere – Un Natale fuori stagione: la Stella di Betlemme

Erboristeria delle Lettere – Un Natale fuori stagione: la Stella di Betlemme

 di Anna Rampini 

Avete mai sentito parlare di un fiore spontaneo, piccolo e bianco? Un giglio di campo che fiorisce dalla primavera fino alla prima metà dell’estate, affrontando poi lo stato dormiente sotto forma di bulbo?

È una pianta antica, quasi sempre erbacea che appartiene alla famiglia delle Liliacee.

Le foglie, lanceolate e sottili, avvolgono un fusto che reca all’apice un’infiorescenza a pannocchia.

I fiori, composti da sei petali bianchi, sono stellati e in molte località italiane è conosciuto come latte di gallina, nomenclatura che è una fedele traduzione del nome scientifico Ornithogalum, che significa infatti “latte di uccello”, dal greco órnis = uccello e gàla = latte.

Questa definizione probabilmente fa riferimento alla sostanza lattiginosa che fuoriesce dallo stelo se spezzato.

Esistono una varietà di nomi con cui la stessa pianta è conosciuta nel resto d’Italia: Cipollone bianco, Aglio florido, Cipolline del lupo, Fiore della Madonna e tanti altri.

Anche i nomi usati all’estero sono particolarmente evocativi: per gli inglesi è Star of Bethlehem ovvero Stella di Betlemme.

Per i francesi invece è la Dame des onze heures, cioè la Signora delle undici. I suoi fiori, infatti, sono molto sensibili alla luce solare, tanto che si aprono verso le undici del mattino per poi chiudersi presto la sera. Se il cielo poi è nuvoloso, i petali tendono ad arricciarsi verso l’interno. 

Il nome più bello, secondo me, è Stella di Betlemme. 

  Secondo un’antica leggenda palestinese cristiana, la stella cometa, dopo aver guidato i Magi e aver visto il Bambino nella grotta, non voleva più lasciare la terra.

La cometa, però, doveva tornare in cielo per vivere e morire come le altre stelle.

Ma lei non ne voleva proprio sapere, tanto che  l’arcangelo Michele si commosse e convinse Dio a lasciarla sulla terra.

Ed ecco che la cometa si trasformò in una stellina bianca con sei petali e con gli stami giallo oro proprio come le punte di una stella.

Un’altra leggenda narra che, quando Gesù nacque, apparve una corona di dodici stelle sul suo capo: ogni stella era rappresentata da un fiore di questa pianta.

Nel linguaggio dei fiori ha il significato di riconciliazione.

Riconciliazione

di Czeslaw Milosz

Giunse tardi per lui il tempo di una umile riconciliazione

Con se stesso. “Si” ha detto

“Sono stato creato per essere poeta

E nient’altro. Niente veramente

Sapevo fare aldilà di questo. Vergognandomi tanto

Senza tuttavia poter cambiare il destino”.

Poeta: uno che pensa sempre a qualcos’altro.

Con la sua distrazione fa disperare i suoi vicini.

Forse anche è privo di sentimenti.

Ma alla fin fine, perché no?

Nella diversità umana il cambiamento e la varietà

Sono pure necessarie. Facciamo visita al poeta

Presso la sua casetta nella smorta periferia

Dove alleva conigli, produce liquori

E registra su nastri versi ermetici.

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