Sarà la volta buona? Intervista a Francesca Piccinini

Sarà la volta buona? Intervista a Francesca Piccinini
Francesca Piccinini, ieri 15 aprile 2021, per la seconda volta dichiara di ritirarsi dalla pallavolo nazionale.
di Giovanni Mongelli

La schiacciatrice con 503 presenze in nazionale, era rientrata in campo nel gennaio 2020 dopo aver annunciato il suo primo ritiro dal volley.

“A Tokyo tiferò Italia con tutte le mie forze”. Francesca Piccinini ha annunciato a 42 anni il suo ritiro dal volley, la schiacciatrice nata a Massa il 10 gennaio 1979, aveva già lasciato la pallavolo nel settembre del 2019 dopo aver sollevato la coppa dei campioni con la sua squadra il Novara, nel gennaio 2020 però è ritornata a giocare accettando la proposta del Busto Arsizio. In carriera ha conquistato cinque scudetti, quattro Coppa Italia e 7 Coppe dei Campioni, alla Champions League lo storico oro mondiale con la nazionale a Berlino nel 2002 e quattro Podi Europei. Ha fatto 503 presenze in nazionale, seconda di sempre insieme a Eleonora Lo Bianco della quale ha toccato diversi temi e designato la sua erede.

Paola Egonu, ha 22 anni ed è piena di talento, la naturalezza per cui ha fatto coming out è la sua vera forza. Una decisione sofferta per la campionessa azzurra che sostiene: “Non ci ho dormito la notte“. Ci ho pensato e ripensato. E’ difficile staccarsi da una vita che ho fatto da 30 anni e che sognavo da quando ne avevo 8. Faccio fatica anche a dirlo. Ora cercherò di capire. Busto Arsizio, mia ultima squadra, mi ha chiesto di restare a far parte del progetto: in quale ruolo si vedrà. Una riflessione sulla scelta di abbandonare l’attività agonistica: sarei dovuta uscire di scena  con la settimana Champions di Novara vinta a 40 anni, ma poi Busto Arsizio mi ha fatto una corte spietata. La verità è che mi sento sempre quella ragazzina che guardava i cartoni di Milo e Shiro alla Tv ed anche adesso,  che esce dalla bolla ovattata dello sport per entrare nella vita vera. Non voglio perderla quella ragazzina, continuerò a coltivare il rimpianto di non poter partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, uno dei motivi che mi aveva spinta ad accettare l’offerta del Busto Arsizio prima che la rassegna olimpica venisse posticipata di un anno. Si vede che era destino, sono serena: a Tokyo tiferò Italia con tutte le mie forze.


Redazione

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