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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 10 aprile 1931, morì a New York Kahlil Gibran. Sensibile scrittore divenuto celebre per la raccolta di scritti poetici riuniti nel volume “Il profeta”. Nacque il 6 gennaio 1883 a Bisharri, in Libano, da una famiglia piccolo-borghese. I genitori erano cristiani maroniti e si videro costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono così sul suolo americano nel 1895. Visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da immigrati italiani, irlandesi e siriani. Tornò nel 1899 a Beirut per studiare la lingua e la letteratura araba, ma nel 1902 tornò a Boston. Nel 1908 è a Parigi per studiare all’Accademia di Belle Arti e si avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i fondatori, a New York, della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione araba con l’apporto della cultura occidentale. Fu anche pittore e organizzatore di cultura. Altre sue produzioni da ricordare sono un testo autobiografico in cui esprime il dolore per la morte dell’adorata moglie Selma. Due anni dopo la morte verrà pubblicata l’opera che aveva lasciato incompiuta, “Il Giardino del Profeta”.

I vostri figli 

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.

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