Covid – Andamento grafico pressione sul sistema sanitario

Covid – Andamento grafico pressione sul sistema sanitario

I dati di oggi, rispetto all’andamento dell’epidemia in Italia, mostrano la pressione sul sistema sanitario al pari della prima ondata, con la differenza straordinaria del mantenimento a casa

In un grafico, qui a fianco si mostra quella che era la situazione del nostro paese alla fine di Marzo dello scorso anno, in pieno lockdown generalizzato.

Come si può notare dal grafico la pressione sugli ospedali e nella terapia intensiva è praticamente uguale a quella di ieri 9 aprile 2021, con grande pressione sul sistema sanitario nazionale.

La situazione di sballo e disorientamento è identica a quella di oggi. Ma con una differenza sostanziale.

Difatti la cosa davvero straordinaria, rispetto al passato, è che da luglio 2020, come si può notare dal grafico che segue,  e che è durata fino ad oggi, la situazione mostra una pressione sugli ospedali e sulle terapie intensive identiche al passato, al 27 marzo 2020,  ma con altri numeri, perché passiamo dagli 80 mila attivi di marzo dello scorso anno ai 536 mila attivi di oggi. Ecco la fotografia della seconda o terza ondata.

Questa percentuale di pazienti asintomatici e pauci-sintomatici, che sono stati curati nel proprio domicilio, per fortuna – e questa percentuale del 94% è stata costante fin da luglio 2020 -.

Cos’è successo? Nel primo confinamento a casa c’era più paura dei sintomi ed un maggior ricorso ai pronto soccorso? Può darsi. E’ probabile anche che avendo maggiore conoscenza della malattia i medici di famiglia si siano attivati con la cura a domicilio. Altrimenti se fosse andata la pandemia attuale come il primo lockdown, come mostra il primo grafico. il nostro sistema sanitario sarebbe andato in completo default.  Questa è la situazione da tenere presente e dalla prossima analisi, vedremo come calerà la pressione sanitaria nei prossimi giorni di aprile 2021, con una maggiore spinta alle vaccinazioni, soprattutto sulle terapia intensive, che è l’ultimo stadio di un percorso che può anche essere terribilmente infausto.


Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi