Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 9 aprile 1821 nasceva a Parigi Charles Baudelaire, poeta, scrittore, critico letterario, critico d’arte, giornalista, filosofo, saggista e traduttore francese.

Dopo la morte del padre, il poeta passò in collegio, tra Lione e Parigi, un’adolescenza malinconica e irrequieta. Nel 1841, dopo essere stato espulso dal collegio per la sua condotta problematica, si appassionò alla carriera letteraria. Venne imbarcato, per volontà del patrigno, su una nave diretta in India. Nel 1842 decise di ritornare a Parigi dove restò per tutta la sua vita. A partire dal 1845 cominciò a pubblicare le prime poesie e critiche d’arte. Frequentò i più noti artisti e intellettuali e, per quanto gli fu possibile, condusse la vita dispendiosa del dandy. Nel 1848 partecipò ai moti rivoluzionari. Nel 1857 uscì la prima edizione dei “Fiori del male” che suscitò uno scandalo immediato fino a portarlo a subire un processo.

Nel 1864, forse per sfuggire ai creditori, si trasferì a Bruxelles dove sperava di guadagnare soldi tenendo conferenze. Nel 1866 fu colpito da un ictus che gli paralizzò il lato destro del corpo e gli fece perdere l’uso della parola. Dopo esser stato trasferito in una casa di cura a Parigi, morì il 31 agosto 1867. Poco dopo la sua morte venne pubblicata un’edizione completa delle sue opere e scritta la sua prima biografia. Iniziò così la leggenda di Baudelaire, un poeta dannato, maledetto, che il XX secolo consacra come il primo poeta della modernità e uno dei suoi massimi pensatori.

L’albatro

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi
uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il
bastimento scivolante sopra gli abissi amari.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi

e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi,
candide ali, quasi fossero remi.

Come è intrigato e incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco
addietro così bello, com’è brutto e ridicolo! Qualcuno irrita il
suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima
l’infermo che prima volava!

E il poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell’arciere, assomiglia
in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli
scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.

L’Albatros

Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid!
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher.

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Redazione

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