Le alghe che possono rilasciare tossine nell’aria

Le alghe che possono rilasciare tossine nell’aria

L’ATX è una delle cianotossine più pericolose prodotte dalle fioriture di alghe nocive e sta diventando predominante negli stagni di tutto il mondo a causa del riscaldamento globale

Bracciano (Emanuele Perugini-Agi)

Si chiama anatoxin-a (ATX), è una tossina alcaloide e può essere rilasciata nell’aria dalla fioritura algale degli stagni. A dimostrarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Lake and Reservoir Managemen, condotto dagli scienziati del Nantucket Land Council, che hanno raccolto campioni di particelle sospese nell’aria intorno al bordo del Capaum Pond, uno stagno sull’isola di Nantucket nel Massachusetts, negli Stati Uniti.

L’ATX, spiegano gli esperti, può provocare una serie di sintomi come perdita di coordinazione, contrazioni muscolari e paralisi respiratoria, nonché il decesso di capi di bestiame, uccelli acquatici e cani che si nutrono di acqua contaminata.

Questa tossina è prodotta da cianobatteri, organismi unicellulari che possono formare fioriture algali dannose esacerbate dal deflusso di fertilizzanti che raggiunge laghi o stagni a causa di stabilimenti vicini in cui le acque reflue vengono trattate in modo improprio.

Le fioriture di cianobatteri possono anche portare a condizioni di scarsa presenza di ossigeno, degradando ulteriormente la qualità dell’acqua. Quando, infatti, i microrganismi muoiono, raggiungono il fondo e si decompongono, consumando grandi quantità di ossigeno e provocando la morte di pesci e altre specie viventi.

L’ATX è una delle cianotossine più pericolose prodotte dalle fioriture di alghe nocive – afferma James Sutherland del Nantucket Land Council – e sta diventando predominante negli stagni di tutto il mondo a causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici”.

Questo composto non era mai stato rilevato in atmosfera prima, ma il team di Sutherland ha raccolto campioni di particelle sospese attorno al Capaum Pond sull’isola di Nantucket da luglio a ottobre 2019, nel momento di massima fioritura. Utilizzando una tecnica analitica chiamata cromatografia liquida-spettrometria di massa, il gruppo di ricerca ha individuato l’ATX nell’aria e nell’acqua dello stagno.

Stando ai risultati dello studio, infatti, la presenza della tossina si manifestava in concentrazioni medie di circa 21 nanogrammi per milligrammo d’acqua, e di circa 0,16 nanogrammi per metro cubo d’aria. Gli esperti precisano che non sono ancora chiari i meccanismi che portano al rilascio della sostanza in aria, né si conoscono gli effetti di questa concentrazione sugli esseri umani e sulla fauna selvatica, ma l’esposizione rappresenta da sé motivo di preoccupazione. Saranno pertanto necessarie ulteriori indagini anche per valutare la proliferazione algale negli stagni a livello internazionale.

“Le persone spesso si ritrovano attorno a stagni e laghi con fioriture algali alcuna consapevolezza dei potenziali problemi per la salute – conclude Sutherland – il contatto diretto o l’inalazione di queste cianotossine può presentare rischi per gli individui, per cui è indispensabile proseguire le ricerche. Abbiamo segnalato una potenziale esposizione all’ATX mai esaminata in precedenza”.

Valentina Di Paola


Redazione

Redazione