Buona Pasqua: Dio liberaci da ogni male

di Giovanni Mongelli
 
È una triste Pasqua per l’intero Pianeta, a causa della diffusione del Covid19 che sta uccidendo migliaia di persone dimostrandosi come una letale pandemia che costringe tutti, nessuno escluso, a una quarantena forzata. 
Una quarantena che, per altre ragioni e per libera scelta rispetto a questa provocata dal Coronavirus, presenta delle somiglianze con quella che inizia il giorno dopo la fine del carnevale e giunge sino alla domenica delle Palme; ambedue le quarantene hanno dei tratti in comune: le sofferenze e una quotidianità basata sulle cose essenziali.
Queste però non hanno la stessa auspicabile meta. La quarantena pasquale permette di rivivere i patimenti di Gesù sulla croce e quelli precedenti alla sua morte, quindi ci aiuta nell’elevamento che accresce la nostra coscienza spirituale, mentre quella dovuta alla pandemia serve alla carne del corpo, per non farla incorrere in una degenerante e spesso fatale malattia.
Sono due differenti fenomeni che potrebbero fondersi in una liberazione completa proprio nel giorno di Pasqua: riusciremmo a risorgere come nostro Signore.
 
Questa similitudine sui patimenti causati dal Coronavirus e quelli di Cristo che va sulla croce per liberarci dai nostri peccati riguarda tutto il mondo, mentre per i cittadini di Castellana Grotte in provincia di Bari riporto un particolare:
 
La storia locale di fine XVII secolo parla di una Castellana in preda alle tribolazioni provocate dalla peste bubbonica che aveva già ucciso centinaia di persone negli altri paesi della provincia.
Castellana ne uscì grazie all’intervento divino invocato da due preti che in sogno avevano ricevuto dalla Madre del Signore il messaggio che suggeriva di ungere i malati con dell’olio santo per farli guarire. E così accadde.
Per onorare il miracolo ad opera della Madre di Gesù, la comunità parlò di Madonna della Vetrana, dove “vetrana” sta per “peste”.
Per festeggiare l’evento accatastavano della legna per costruire dei falò, imitando le pile di vestiti e di oggetti degli infettati che vennero bruciati, in quanto il fuoco è liberatorio.
Ho riportato in breve questo pezzo di storia di Castellana poiché ritengo che ci siano delle somiglianze con la situazione di oggi e forse avremmo bisogno dell’amore della Madonna, di affidarci a Lei e a suo Figlio per superare questo tragico momento. La facile diffusione del Coronavirus impedisce di riunirsi in preghiera e comunione, ma ognuno sa come essere una persona di fede attraverso la preghiera del cuore che supera tutte le barriere.
 
Dio conosce nomi e volti anche nel privato, a casa propria, considerato che non si possono frequentare i luoghi di culto.
Ascolta Signore queste mie preghiere:
Gesù, in questo tempo tragico facci sentire uniti in un unico gruppo che abbraccia il mondo, si fa voce di ogni cittadella di carità che lotta, soffre e che paga con la propria vita per esercitare la sua professionalità nella lotta contro il Coronavirus.
Gesù, fatti mediatore della nostra preghiera presso il Padre, intercedi per le persone colpite dal male in corso, per quelle che ci hanno lasciato per questa malattia, per i feriti di questa guerra pandemiologica giunta all’improvviso, per le famiglie dei defunti, per chi è stato segnato nei legami dalla perdita dei propri cari a causa di questo ladro che modifica affetti e relazioni.
Gesù, aiuta chi è costretto all’isolamento durante la quarantena, esperienza che è pari a quella degli arresti domiciliari per colpa commessa, mentre quella del Coronavirus è legata all’incomprensibile o mentre di fatto si compie il proprio dovere professionale.
Gesù, sostieni i medici, gli operatori sanitari in trincea e con poche sicurezze, che sacrificano la vita per assistere i malati.
 
Gesù, oltre a distruggere questo invisibile nemico che si chiama Coronavirus, ricordati di chi ha bisogno di assistenza, di interventi per malattie diverse e che a causa del caos sanitario scatenato non usufruisce delle attenzioni professionali dovute da parte del personale medico preposto ai vari casi, come ai tumori o altre patologie, perché la guerra che le figure ospedaliere stanno combattendo richiede che tutte le forze in campo sanitario si concentrino su una sola questione, come il terribile Covid impone.
 
Gesù, rivolgi il tuo sguardo ai medici, agli infermieri, a questi eroi che se pure con forze esigue, stremati continuano a dedicare le loro attenzioni ai pazienti.
 
Gesù, illumina i responsabili della vita civile, gli amministratori, i governanti e i leader chiamati ad assumere decisioni a volte amare e impopolari.
Gesù, reggi sulle tue mani l’economia che si sta sgretolando e che sta ponendo in ginocchio gli imprenditori, i lavoratori dipendenti, gli autonomi e tutte le attività, creando panico nelle famiglie. Toccherà a loro, Gesù, la ricostruzione al termine di questa guerra epidemiologica.
Gesù, ricordati degli anziani, dei senzatetto, dei barboni, degli indigenti tutti.
 
Di fronte a questa tragica situazione chiedo ai politici di dimenticare il dio-denaro, di smettere di litigare e di parlare soltanto. Qui è in gioco il bene comune, non gli interessi delle combriccole.
Ciò che accadeva prima del Coronavirus accade ancora e, dall’informazione e dai TG, sono scomparse le questioni dei migranti, dei rifugiati, di chi rischia la propria vita su un barcone a mare aperto pur di migliorare la propria esistenza.
Questa gente lotta per una vita migliore a costo di morire e questo deve far riflettere chiunque in questo tragico momento in cui viviamo, dove i cittadini muoiono a migliaia come i migranti sui barconi.
Gesù, proteggi ognuno di noi che ha il cuore ferito e sa che deve moltiplicare le sue forze, essere ancora di più vivaio di fede e focolaio d’amore.
Dio aiutaci, siamo tutti il corpo di Cristo, l’eucarestia che ora non possiamo ricevere, l’eucarestia vivente fattasi persona debole, sofferente, ma con il volto che risplende in Gesù crocifisso. Lui è risorto.
 

Dio, il Covid 19 è per farci redimere seriamente? 

Il tasso d’inquinamento si è abbassato, si sono quasi affievoliti i conflitti armati sul pianeta e il terrorismo. I consumi sono più sobri e misurati, mentre le industrie del divertimento e degli spettacoli come il calcio stanno attraversando una fase negativa. Il Covid 19 sta ridando dignità ai servitori, ci sta restituendo l’onore per la patria, sta riducendo del tutto il fenomeno della prostituzione di strada; sta contraendo i crimini e il mercato della droga, sta frenando gli incidenti stradali e fra poco ci farà uscire fuori dalle trappole imposte dall’Europa.

 
Il Covid 19 ci sta spingendo a lavorare di più in “smart working”, a creare posti di lavoro nell’ambito ospedaliero e a costruire strutture sanitarie in tempi rapidi rispetto al passato.
Sta pulendo le città, il cielo e il male.
Il Covid 19 sembra essere molto bravo nel compiere quello che noi abbiamo trascurato per decenni, apparendo quasi come un’arma voluta da Dio, che si prende gioco dell’umanità dicendo che esso fa ciò che noi non abbiamo più fatto, cioè il virus per certi aspetti che ho qui ricordato agisce per il bene.
Ci sta dando una lezione morale perché se lo fa un virus noi dovremmo fare molto di più, non è ciò forse vero? In fondo, non tutti i mali vengono per nuocere.
 
Alla fine, l’uomo che racchiude in sé tutte le qualità dell’umiltà, del servire gli altri e del bene comune senza pretendere un compenso, è Gesù Cristo.
“Non aveva servi e lo chiamavano Signore.
Non aveva lauree e lo chiamavano Maestro.
Non aveva un esercito e ogni Re lo temeva.
Non ha vinto battaglie militari e nonostante ciò ha conquistato il mondo.
Non ha commesso alcun delitto ed è stato crocifisso.
Mi ha amato per primo senza che lo conoscessi.
È stato seppellito in una tomba e il terzo giorno è resuscitato e ancora oggi vive e continua ad accompagnare le mie azioni.”
Grazie Dio, per averci mandato tuo figlio. Benedici tutte le famiglie e chi riceve questo messaggio come la bella nel cuore dal viso limpido, il cervello amorevole, gli occhi luminosi delle stelle in questa notte di Covid19, lo sguardo della liberatoria Santa Pasqua.

Francesca Leoci

Francesca Leoci