Più fatti

Più fatti

Non ci schieriamo. Perché fare politica, soprattutto in questa emergenza, anche sanitaria, dovrebbe significare interessarsi compiutamente ai problemi degli altri; nessuno escluso. Certe nostre realtà, invece, non hanno fatto la debita sensazione. Quindi, ogni nostra analisi rimane marginale. Le congetture “politiche”, ora, non c’interessano. Così, non si sente la voce di chi vorrebbe manifestare, ma non è messo nelle condizioni di poterlo fare. Ciò che conta, almeno così sembra, sono le“manovre” interne. Dopo un lungo periodo di “quarantena”, la politica è tornata alla ribalta. Il resto è storia già vissuta. Ora ci chiediamo, con la coerenza di non voler “mollare”, quanto, veramente, contino gli italiani a fronte di una crisi socio/sanitaria tanto complessa. Le effettività parallele non ci hanno mai convinto. I politici, però, continuano a farci conto. Così, non sempre le reali esigenze degli italiani riescono a emergere in tutta la loro complessità. Le giustificazioni non si contano e non sono, comunque, esaurienti. Molto spesso, almeno nel linguaggio corrente, si dice che l’attuale Esecutivo ha altro cui operare. Del resto, la burocrazia è sempre stata il fulcro della nostra vita. Ma l’andazzo è destinato a finire. Il Primo Ministro Draghi ha già dato segnali rilevanti. Per gli italiani, già provati da un’emergenza sanitaria globale, non resta, almeno per ora, che l’amarezza delle promesse e delle prospettive inefficaci. Mancano, tuttora, fatti certi per modificare una tendenza comportamentale. Le questioni che interessano il Popolo, tanto per intenderci, sono da sostenere con i fatti. Vivere nel Bel Paese non è solo una questione geografico/territoriale, ma dovrebbe anche rappresentare la tutela dei diritti fondamentali che lo Stato è debitore ai suoi cittadini. Insomma, chiediamo più fatti e meno promesse.

Giorgio Brignola


Redazione

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