Non solo cavie per vaccini, ma anche scudi umani

Non solo cavie per vaccini, ma anche scudi umani

Non siamo soltanto le cavie del sistema neoliberista e del suo incipiente feudalismo aziendale che tenta di attuarsi per via pandemica, ma siamo anche prigionieri e scudi umani del Paese dove tutto questo si è preparato, ovvero gli Usa. Molte persone sono del tutto ignare di questa situazione e come pupazzi senza testa si compiacciono dell’estensione della Nato e del fatto che missili da crociera a medio raggio ( tra 500 e 5500 chilometri di gittata) vengano installati nei paesi che confinano con la Russia e prossimamente con la Cina, in pratica tre basi previste una in Europa e due nel Pacifico secondo i piani pubblicamente rivelati del  Pentagono. O quantomeno anche senza essere particolarmente felici di questi clangori di guerra non percepiscono il pericolo che tutto questo rappresenta sotto ogni punto di vista Per chiarire la questione occorre fare una breve premessa tecnico – militare: da quando Obama, un nobel per la pace talmente scandaloso da rendere questa onorificenza una vergogna più che un motivo di orgoglio,  ha stracciato il trattato per bandire i missili a medio raggio molte cose sono cambiate: queste armi sono diventate ipersoniche, vale viaggiano a velocità che vanno dai sei ( quelli Usa) ai dieci mila chilometri all’ora ( quelli russi e quelli navali cinesi). Ciò significa che tali armi non sono praticamente intercettabili e raggiungono l’obiettivo in tempi talmente brevi che la risposta non può che essere affidata a supercomputer e nel dubbio non può che essere nucleare. Questo già ci espone a un rischio oggettivo di guerra nucleare.

Ma risulta chiaro che più ci si avvicina al territorio del nemico, più la minaccia si fa grave perché i bersagli sono a pochissimi minuti di volo: installare perciò queste armi sul territorio europeo, in Germania nel peggiore dei casi o più probabilmente in Polonia costituisce una rottura degli equilibri perché la Russia non potrebbe usarle per colpire il territorio statunitense che è troppo distante. Certo per questo può sempre usare usare i missili balistici o il nuovissimo Avantgarde che addirittura raggiunge Mach 11 all’apice della sua traiettoria, ma è comunque chiaro che il primo passo sarebbe colpire tutte le basi americane o comunque nucleari ( penso alla Francia e alla la Gran Bretagna) in Europa dove missili di questo tipo e testate nucleari possono essere stoccate anche all’insaputa dei cosiddetti ascari europei che comunque non hanno la minima voce in capitolo. Infatti gli Usa potrebbero anche tentare di prendere in giro le opinioni pubbliche dicendo che questi missili non hanno testate nucleari, ma solo convenzionali quando si sa che la sostituzione delle testa è questione di mezz’ora.

In questa strategia dunque l’Europa non è altro che uno scudo per assorbire una parte della risposta russa e per costringere Mosca a investire più di quanto non farebbe sui missili a medio raggio piuttosto che sui sistemi d’arma per colpire il territorio statunitense. Naturalmente queste cose le sanno tutti e l’appiattimento europeo su ogni cosa a cominciare dalle assurde e vergognose sanzioni a Cuba per finire alle guerre a stelle strisce o alla demenziale esplosione di russo e sino fobia non fa che avvicinare il cittadino europeo a questa condizione di ostaggio del Pentagono e della cricca guerrafondaia di Washington. Si tratta di una strategia che ha un senso anche nella fase fredda del conflitto: ospitare i missili da crociera americani significa farsi sempre più prigionieri del sistema e rimanere isolati dalla linea del mainstream economico senza pericolo di sfuggire alle grinfie delle multinazionale a stelle strisce . La fine ingloriosa di un continente, ridotto a bersaglio per conto dei futuri perdenti.


Redazione

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