Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Il 28 marzo nasceva a Parigi Amelia Rosselli, poetessa, organista ed etnomusicologa italiana che ha fatto parte della “generazione degli anni trenta”. Nacque a Parigi, da Carlo Rosselli, uno dei capi italiani della Resistenza antifascista. Nel 1940, dopo l’assassinio del padre, Amelia, la madre ed i fratelli si spostarono prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti. Nel 1946, tornò in Italia, ma poiché non le vennero riconosciuti i suoi studi, ritornò in Inghilterra, dove studiò musica e composizione. Nel 1948 iniziò a tradurre dall’inglese per la casa editrice Edizioni di Comunità. Ma lo stress del lavoro, la morte della madre ed i suoi studi intensi, le causarono un esaurimento nervoso.
Iniziò un’amicizia intensa con lo scrittore Rocco Scotellaro, che più avanti le presentò Carlo Levi. Nel 1963, apparvero ventiquattro sue poesie nella prestigiosa rivista letteraria Il Menabò, curata da Italo Calvino. L’anno successivo uscì la sua raccolta di poesie, Variazioni belliche, edita da Garzanti. Nel 1981, uscì Impromptu, un poema lunghissimo diviso in tredici sezioni, e nel 1983, Appunti sparsi e persi, scritti tra il 1952 e il 1963. La capacità di questa scrittrice di passare dall’italiano al francese, all’inglese, emerge nelle sue numerose raccolte di poesie. Ha vissuto gli ultimi anni della sua vita a Roma, dove è morta nel 1996.

C’è come un dolore nella stanza

da “Documento” (1966-1973)

C’è come un dolore nella stanza, ed
è superato in parte: ma vince il peso
degli oggetti, il loro significare
peso e perdita.

C’è come un rosso nell’albero, ma è
l’arancione della base della lampada
comprata in luoghi che non voglio ricordare
perché anch’essi pesano.

Come nulla posso sapere della tua fame
precise nel volere
sono le stilizzate fontane
può ben situarsi un rovescio d’un destino
di uomini separati per obliquo rumore.


Redazione

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