L’Europa punta all’immunita’ di gregge a meta’ luglio

L’Europa punta all’immunita’ di gregge a meta’ luglio

Il responsabile Ue per i vaccini Breton prevede che l’immunita’ di gregge dal coronavirus sara’ ottenuta in Europa entro meta’ luglio. Secondo il commissario francese, altre 360 milioni di dosi saranno consegnate in Europa entro giugno e 420 milioni a meta’ luglio. Breton, che e’ commissario Ue al mercato interno, ha mostrato il primo ‘passaporto sanitario’ europeo, il cui lancio e’ previsto per il 15 giugno. Sul documento, un codice QR e il tipo di vaccino effettuato. Il documento potra’ essere richiesto per prendere un aereo, partecipare a eventi o entrare in un luogo pubblico, ma non sara’ obbligatorio.

Thierry Breton, il commissario Ue al Mercato interno e responsabile della task force dell’Unione europea per i vaccini contro il coronavirus, ha mostrato in diretta tv il prototipo del ‘passaporto sanitario’ su cui l’Ue punta per riaprire in sicurezza: sarà disponibile dal 15 giugno e non sarà obbligatorio. Sul documento ci sarà un QR code. “Confermo integralmente quello che ho detto”, ha assicurato a proposito di quanto già dichiarato sull’immunità di gregge, prevista entro la metà di luglio “la settimana prossima consegneremo 3 milioni di dosi, cioè il 25% di quanto consegnato dall’inizio della pandemia” e quindi “starà agli Stati membri accelerare le vaccinazioni passando a una velocità superiore”. Entro il 15 luglio, ha aggiunto, verranno consegnate ai Paesi Ue 420 milioni di dosi da somministrare in tre mesi e mezzo. “Abbiamo 52 fabbriche che lavorano 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per produrre vaccini”, l’Ue è “in un’economia di guerra”. Per quanto riguarda il ‘passaporto sanitario’, Breton ne ha mostrato un prototipo: la versione per smartphone su sfondo giallo, quella cartacea è su sfondo verde. “Conterrà la data di nascita, il numero di passaporto, il certificato con il QR Code e l’informazione se si è stati vaccinati, che tipo di vaccino si è ricevuto e se si hanno degli anticorpi”, ha spiegato, precisando che “per chi non avrà il vaccino sarà indicato l’esito del test Pcr”. Si tratterà di un documento “armonizzato”, dunque “uguale dappertutto” in Ue e “coperto dalla regolamentazione generale dei dati personali”.


Redazione

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