Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte.

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare.

Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso. Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi. Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it ^^^

Il 26 marzo 1874 nasceva a San Francisco Robert Frost, il poeta preferito di John Fitzgerald Kennedy. Studiò lettere classiche e dal 1912, una volta trasferitosi in Inghilterra, cominciò a dedicarsi completamente alla poesia. Di lui non si può dimenticare il grande consenso che riscosse in patria, ma anche l’amicizia e la stima che gli riservò Ezra Pound che a Londra, nel 1913, trovò a Frost un editore per la prima raccolta di versi. Divenuto popolare tra i suoi contemporanei, tornò nella sua terra d’origine e scelse di vivere in una piccola fattoria del New Hampshire.

La poesia che pubblichiamo, nel testo originale inglese ha una musicalità che purtroppo in italiano inevitabilmente si perde ma, anche se letta in una veste meno bella, mantiene il suo significato. Era stata concepita come uno scherzo, ma ha finito per essere presa estremamente sul serio e interpretata come un inno all’anticonformismo, un’esortazione a seguire la via meno percorsa, a condurre la nostra vita lungo i sentieri non battuti dell’individualità.

La strada non presa

Due strade divergevano in un bosco ingiallito,

e dispiaciuto di non poterle entrambe percorrere

restando un unico viaggiatore, a lungo ho sostato

e ne ho osservato una,giù, più lontano

che potevo

fino a dove curvava nel sottobosco;

poi ho preso l’altra, ché andava altrettanto bene

e vantava forse migliori ragioni,

perché era erbosa e meno calpestata;

sebbene, in realtà, l’andirivieni

le avesse più o meno ugualmente consumate

e entrambe si distendessero quel mattino

tra foglie che nessuna orma aveva annerite.

Oh, ho tenuto la prima per un’altra giornata!

Eppure, sapendo che come strada porta a strada,

dubitavo che mai ci sarei tornato.

Con un sospiro mi capiterà di poterlo

raccontare

chissà dove tra molti e molti anni a venire:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io ho preso quella meno battuta,

e da qui tutta la differenza è venuta.


Redazione

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