Le scuse della politica

Le scuse della politica

 Se si andasse al voto, entro il prossimo anno, le alleanze politiche sarebbero diverse dalle attuali. Data l’evoluzione del “Centro”, la maggioranza parlamentare potrebbe essere concentrata nell’ala mediana di un Parlamento finalmente ridotto nel numero dei suoi membri. I precedenti governi non hanno conquistato la “stima” degli italiani. Per una serie di motivi, anche abbastanza comprensibili, nuovi riscontri politici ci saranno; ma solo in un Parlamento “rinnovato” e aperto a uomini differenti. Chi ha preso il timone d’Italia ne dovrà tenere conto per non ipotecare il ruolo nella Penisola. Quest’Esecutivo potrebbe “rivedere” i suoi progetti; con una linea d’interventi da favorire e altri da ridimensionare. Le sceneggiate però non convincono più nessuno. Impossibile, poi, stimare concretamente le “bordate”, in sede parlamentare, prima del varo di una nuova legge elettorale e d’elezioni politiche correlate. Le mosse del “sistema”non riprenderanno da dove si sono arenate le precedenti. Ne siamo più che convinti. L’Esecutivo Draghi resta di transizione per necessità. Entro il prossimo anno, potrebbe essere il popolo italiano a rivedere il “ruolo” dei politici nazionali. Con buona pace di tutti. Saranno, probabilmente, nuove tattiche politiche ad avere buon “gioco”. Il biennio 2020/2021 sarà annoverato come quello della pandemia e della politica d’”emergenza”. Col 2022, il gioco delle “parti” tornerà nelle mani del Popolo italiano.

Giorgio Brignola


Redazione

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